Il redattore, tecnico dell’accessibilità

di Alessandra Repetto

Avete mai provato ad ascoltare un sito?
Bisognerebbe sempre "ascoltare" una pagina web: è il primo passo per capire cosa significa davvero accessibilità.

I non vedenti per navigare in internet usano gli screen reader, delle periferiche speciali che traducono il sito in linguaggio vocale.
Oltre alle sintesi vocali e alle barre braille, ancora troppo costose e poco diffuse, esistono anche altri dispositivi in via di perfezionamento: emulatori di mouse, tastiere espanse per i disabili motori, input vocale.

Un buon redattore sa che ci sono persone con diversi handicap: gli utenti possono essere persone cieche, ipovedenti o daltoniche, quindi è importante usare colori contrastanti per sfondo e scritte, come anche caratteri di dimensioni sensate.

A chi ha problemi uditivi è importante fornire sempre un'alternativa testuale ai file video e audio.
Un esempio: sto guardando un sito istituzionale di una pubblica amministrazione (quindi un sito che per legge deve farsi capire da tutti), e in particolare una pagina che riguarda gli italiani all'estero.
Vedo: una banda grafica dove c'è scritto "emigrazione", un breve testo introduttivo e una foto dei primi anni del secolo che ritrae una comunità di emigrati in Argentina.
Il convertitore vocale legge la stessa pagina così: "BARRA GRAFICA A CAPO I CONTRIBUTI VIRGOLA I PROVVEDIMENTI ADOTTATI DAL GOVERNO VIRGOLA E MOLTO ALTRO FESTA DEL RACCOLTO NELLA PAMPA ARGENTINA INFORMAZIONI UTILI PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO PUNTO".
Era compito del redattore dire/scrivere chiaramente che quella pagina parla di emigrazione, tradurre anche in testo il contenuto della banda grafica, dire che c'è una fotografia dei primi del secolo che ritrae la festa del raccolto nella pampa argentina.

Rendere un sito accessibile - che fondamentalmente significa aderire a degli standard di programmazione - serve comunque a tutti: a chi si collega con un browser normale, piuttosto che a chi usa un cellulare wap o un convertitore vocale.

Il riferimento ufficiale in tema di accessibilità dei siti internet ai disabili sono le linee guida WAI (Web Accessibility Initiatives) del W3C (World Wide Web Consortium), che si fondano su un presupposto ben preciso: chiunque deve essere in grado di accedere a un sito. Non devono esserci dei siti appositamente creati per i disabili, ma ogni sito deve essere accessibile a tutti.

Le regole per garantire l'accessibilità sono ferree: il codice html va applicato perfettamente e le pagine devono essere validate una per una, a mano, con il software (che si chiama minacciosamente "validator") messo a disposizione dal Consorzio, in grado di rilevare ogni minima imperfezione del codice. Da questo punto di vista mettere a norma un sito è un fatto piuttosto meccanico.

Se è vero che rendere un sito accessibile significa fondamentalmente applicare le disposizioni del W3C in fatto di codice, molti aspetti dell'accessibilità riguardano invece direttamente chi si occupa di testi e di progettazione: non è solo un codice "sporco" a rendere poco accessibile una pagina, il nemico numero uno di un sito è una cattiva scrittura. Per questo il redattore è il vero tecnico dell'accessibilità: è sua la responsabilità di una pagina che non sa "parlare", così come suo è il merito di un sito che diventa punto di riferimento per l'intera comunità dei navigatori.


LA VALIGETTA DEL REDATTORE


Ecco gli strumenti che non dovrebbero mai mancare nella valigetta del redattore che ha a cuore l'accessibilità di un sito:

stetoscopio
"Ascoltare" un sito è un vero ferro del mestiere: è un metodo utilissimo per accorgersi immediatamente di tutto quello che fa acqua nella progettazione e nella capacità di comunicazione del sito.
La prima cosa che viene a galla sono i testi mal scritti, i comandi che non sono espliciti e mille altri dettagli di importanza insospettabile. Il "voice browsing" rivela anche quanto sanno essere oscure le didascalie delle immagini.
Uno dei più diffusi screen reader è Jaws, che consente di esplorare in voce e in Braille il contenuto dello schermo del computer in ambiente Windows, permettendo di lavorare anche con le applicazioni più diffuse e di navigare.

penna chiara
Il primo requisito perché una pagina sia davvero rispettosa di tutti è la chiarezza, la capacità di parlare un linguaggio semplice e accattivante.
Valgono tutte le regole di chiarezza, sintesi e armonia. È importante non essere ellittici e contorti, ma sciogliere sempre al meglio le frasi. È importante saper fare quel lavoro di lima che permette di cestinare le frasi a effetto a cui ci eravamo tanto affezionati per metterci umilmente al servizio della chiarezza. E questo non vuol dire assolutamente essere piatti, anzi. Bisogna ricordare che un sito che viene ascoltato ha ancora più bisogno di essere "accattivante". Perciò, come ci insegnano i giornalisti, è importantissimo un buon attacco.

titoli e intestazioni
È fondamentale che in ogni pagina ci sia un titolo, magari anche un sottotitolo. È importante che il titolo non sia ripetuto in una stessa pagina; spesso barre e parti grafiche ripetono titoli già presenti nella pagina: mentre chi vede il sito considera le barre piacevoli intermezzi grafici, un cieco sente ripetere la stessa frase dieci volte. È importante verificare le intestazioni di righe e colonne delle tabelle. Per le stesse ragioni è indispensabile dare un titolo ai frame.

didascalie
Servono per descrivere il contenuto dei filmati, delle presentazioni multimediali, dei file audio e delle pagine contenenti applet o script, nonché le icone.
Ogni oggetto deve avere un'etichetta, che può essere una parte della pagina, non soltanto inserita all’interno di un alt text.

i "tag" html: quelli indispensabili per l'accessibilità di un sito

alt text
Gli alt text (testo alternativo) sono strumenti molto importanti per il redattore, ma spesso vengono usati dai grafici o dai programmatori senza troppe preoccupazioni didascaliche. Servono a tradurre in un testo breve e immediatamente comprensibile il contenuto delle immagini.
Niente può essere lasciato al caso, le barre grafiche devono essere anche "dette", perché il convertitore vocale ingurgita ogni porzione di testo e la restituisce a chi ascolta in modo metallico, incisivo, privo di musicalità e allora è davvero fondamentale la chiarezza.
Perché possa essere utile, l'alt text deve tradurre la funzione dell'immagine: cioè distinguere quando un'immagine è puramente decorativa o quando contiene delle informazioni indispensabili per capire il contesto. Il redattore coglie questa differenza e la rende.
È importante anche dire di che tipo di immagine si tratta: un grafico, una fotografia, un logo piuttosto che un disegno.

longdesc
È la descrizione lunga di un'immagine e serve per integrare la nota sintetica fornita dall'attributo alt. È particolarmente utile quando a un'immagine è associata una mappa sensibile.
Il longdesc è un po' più complicato dell'alt text, perché è un tag che a sua volta contiene un link a un file di testo per spiegare l'oggetto a cui fa riferimento.
Gli equivalenti testuali hanno anche un altro pregio: i robot possono usare il testo contenuto nell'alt text per l'indicizzazione delle pagine all'interno dei motori di ricerca.

caption e summary
Questi due elementi permettono al redattore rispettivamente di creare la didascalia di una tabella e di descriverne brevemente il contenuto.

doctype
L'uso del tag doctype è importante: è il primo elemento che apre un documento in html e fornisce informazioni al server web che ospita la pagina sul tipo di documento visualizzato. Nel doctype inoltre si dichiara formalmente se il sito è a norma W3C.

object
Questo attributo identifica un oggetto che può essere un’immagine in formato particolare o più spesso un’applet java o qualche altra cosa che i convertitori non possono leggere. Serve quindi per dire “qui c’è un’applet di java che crea l’effetto nevicata sulla pagina”.

Alessandra Repetto
Nata nel 1973, Alessandra vive e lavora a Genova.
È in filosofia, collabora con un settimanale locale e lavora in un'azienda informatica, per la quale segue come web editor il sito di una pubblica amministrazione.

Sull'accessibilità dei siti, sul MdS leggi anche:
Dall'usabilità all'accessibilità (dalla parte di chi scrive)