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al
lavoro!
l'annual report, la summa
della comunicazione (e della scrittura) aziendale
buoni propositi
l'esame di
maturità del business writer
ritratto di un'azienda dall'interno
scegliere un taglio, un messaggio di fondo
il progetto: un'organizzazione ferrea
i contenuti, dalla lettera agli azionisti alla relazione sulla gestione
lo stile: preciso, asciutto, sintetico
la fase più delicata: la revisione
una prova per il vostro orgoglio professionale
il bilancio viaggia sul web
buoni propositi
Una delle cose che mi ero riproposta di fare su questo sito era di
affrontare, uno per uno, i diversi strumenti della comunicazione
aziendale. Per alcuni l'ho già fatto: il comunicato
stampa, affidato alle cure di Mariella Governo, la presentazione
power point, l'intranet.
Altri mi sembrano ormai obsoleti e non so se me ne occuperò, per esempio
la brochure istituzionale.
Ma lo strumento principe della comunicazione,
quello di cui nessuna azienda può fare a meno, perché è la legge che le
impone di farlo, è il bilancio annuale.
Detta così la cosa sa soprattutto di conti e rendiconti e in effetti lo
è in moltissimi casi: numeri e tabelle, fatturato, utile …… tutte
cose di cui io stessa capisco molto poco.
Eppure molte aziende, soprattutto quelle
grandi o i gruppi di aziende, fanno di questo documento il più importante
strumento di comunicazione verso il mondo esterno. Gli dedicano risorse,
tempo e spesso molti soldi. Lo chiamano non più "bilancio", ma annual
report, ovvero il "resoconto dell'anno", la migliore
occasione per parlare dell'azienda, dei suoi risultati e delle sue
strategie a un target molto alto e qualificato: gli azionisti, gli
analisti di mercato, i giornalisti, le istituzioni, i clienti, la
concorrenza.
L'annual report non è quindi solo un documento contabile. Può diventare
anche libro, magazine, brochure, "racconto" di un'azienda. Con
testi, articoli, fotografie e una grafica curatissima.
L'obiettivo di un annual report non è solo quello di pubblicare i
risultati economici: deve anche informare, spiegare, persuadere, motivare, dare
un senso ai numeri; e le parole possono arrivare là dove i numeri non
arrivano. Soprattutto in periodi di grandi cambiamenti come questo.

l'esame di
maturità del business writer
Io quest'anno ho scritto tutta la parte introduttiva del bilancio del mio
gruppo di aziende con disinvoltura e direi con una certa levità. Ma lo
facevo per l'ottava o la nona volta. Non dimentico invece che qualche anno
fa questo impegno mi teneva sveglia la notte e mi faceva stare in
fibrillazione per almeno un mese. Avevo una paura matta di sbagliare, di
scrivere sciocchezze, di non saper chiudere il cerchio di un documento che
esige invece una coerenza perfetta.
Non era solo la consapevolezza della mia inesperienza. L'annual report è
davvero una prova difficile, la più difficile per chi scrive in azienda,
perché è la summa di tutti i lavori che fa durante l'anno. E' quindi in
un certo senso il suo "esame di maturità".
Infatti:
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gli chiede di mettere in gioco
tutte le sue competenze: progettuali, organizzative, di scrittura, di
editing, di comprensione dell'azienda, di relazione, di
mediazione |
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lo
mette in contatto con tutta
l'azienda, a tutti i livelli, in un periodo di tempo brevissimo |
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mette alla prova anche le sue
capacità di tenuta emotiva e di resistenza alla fatica |
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gli chiede di essere capace di
dare un senso ai numeri e a una serie di fatti, di saper organizzare
l'informazione, di saper riflettere sulla propria azienda con
partecipazione, ma anche con la giusta dose di distacco |
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la redazione dell'annual
report è una palestra come poche: ora che
Internet ci costringe spesso a testi brevi, modulari, parcellizzati,
l'annual report diventa spesso l'unica occasione in cui lo scrittore di
impresa si cimenta in un documento molto lungo e complesso, in cui non
può permettersi errori, né cadute di stile. |

ritratto
di un'azienda dall'interno
Il bilancio
annuale è un appuntamento importante per un'azienda, una foto di famiglia
che si rifà ogni anno, un'occasione per misurare il cammino fatto, per
fare i conti - non solo in senso letterale - con se stessa.
E' quindi uno
strumento di comunicazione, ma anche di marketing, perché analizza i
risultati aziendali all'interno di un contesto più vasto, quello del
mercato.
Una foto e non un ritratto ad acquerello o ad olio, dove il pittore può
reinterpretare la realtà secondo la sua visione e la sua sensibilità.
Nel bilancio con le parole non si può barare; tutto deve fare riferimento
a una realtà precisa: i risultati economici.
Che c'entra in tutto questo il professionista della comunicazione e della
scrittura? C'entra moltissimo, non solo perché sarà chiamato a scrivere
la lettera del presidente o dell'amministratore delegato, nonché tutta la
parte introduttiva che illustra le attività e i risultati dell'anno, ma
anche perché in quasi tutte le aziende è alla funzione di comunicazione
che viene affidata la regia dell'intero progetto.
L'annual report è
quindi in genere il frutto della collaborazione tra la direzione
amministrazione e la direzione comunicazione.

scegliere un taglio,
un messaggio di fondo
L'annual report
si fa ogni anno e naturalmente non può essere sempre uguale a se stesso,
altrimenti darebbe l'idea di un'azienda statica, che non cambia e non
cresce.
La prima cosa da fare è quindi decidere il messaggio che si vuole dare,
l'aspetto da privilegiare, il taglio da assumere, la prospettiva dalla
quale far vedere i risultati. Tutto parte da qui.
Naturalmente non sarete i soli a decidere, ma sicuramente vi verrà
chiesto di fare una proposta, o più proposte.
Scegliete un tema: un filone di offerta emergente, la nuova organizzazione
del vostro gruppo, il settore di mercato su cui l'azienda sta puntando, le
competenze dei vostri professionisti, l'espansione internazionale, 20 anni
dalla nascita dell'azienda, una campagna pubblicitaria.
State lontani dalle metafore abusate, tipo quella sportiva: negli anni
passati abbiamo visto bilanci tutti giocati su calci in rete (i primi anni
di internet), canoe e staffette (la famosa "squadra"!),
velocisti (il time-to-market). Forse solo la boxe ci è stata risparmiata.
Per fare una buona proposta:
1. fate un censimento delle principali attività dell'anno, dei
successi, degli insuccessi, delle migliori iniziative (anche andando a
parlare direttamente con i vostri colleghi)
2. leggete tutto quello che potete sul vostro settore di mercato (anche
perché troverete mille spunti e citazioni per "condire"
l'oggettività dei dati)
3.
analizzate a fondo i bilanci dei vostri principali concorrenti
(cercando di distinguervi più che potete).
Presentate la proposta
insieme a una scaletta precisa - un vero indice - dell'annual report,
completa di titoli dei capitoli e dei paragrafi, più un sintetico brief
che spiega le motivazioni delle vostre scelte.

il
progetto: un'organizzazione ferrea
Quando si lavora
a un bilancio aziendale le fasi più importanti sono a monte e a valle
della redazione vera e propria: il progetto e l'editing.
Dedicate alla fase progettuale il massimo dell'attenzione, dandovi
un'organizzazione ferrea:
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fate un
piano-lavoro partendo a ritroso dalla data del consiglio di
amministrazione |
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scrivete
e tenete traccia di tutto: lettere che inviate (all'interno
dell'azienda come ai fornitori esterni), diverse versioni del testo,
correzioni e integrazioni che vi vengono da altri, approvazioni,
bozze; tutto questo dall'inizio alla fine: non avete idea delle
contestazioni che vi potranno fare a distanza di mesi |
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non
fidatevi del solo computer: stampate e classificate, munitevi di uno o
più quaderni con i fogli mobili e con degli utili post-it colorati
per trovare immediatamente quello che vi serve; se l'amministratore
delegato vi chiede di vedere la versione precedente dovete essere in
grado di farlo in pochi secondi |
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condividete
al massimo con altri il processo e le decisioni (facendo per esempio
una mailing list dedicata cui inviare tutte le comunicazioni): per
accelerare i tempi, per cautelarvi, ma anche perché in un progetto
complesso molte cose potrebbero sfuggirvi e l'osservazione di un
collega potrebbe sempre tornarvi utile. |

i contenuti, dalla
lettera agli azionisti alla relazione sulla gestione
Una volta decisa e approvata la scaletta, dovete procurarvi i
contenuti. A volte li conoscete, almeno in parte, ma quasi sempre dovete
richiederli ai diversi settori aziendali.
Fatelo per iscritto, non limitandovi a un laconico "ti prego di
inviarmi al più presto un resoconto delle vostre attività per il
bilancio di quest'anno". Piuttosto:
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allegate
l'indice/scaletta, in modo che tutti abbiano la visione
complessiva del documento |
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spiegate brevemente il
taglio e il tema dominante dell'anno, pregate i vostri interlocutori
di tenerne conto nel segnalarvi risultati e iniziative |
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chiedete di inviarvi
solo i contenuti e non un testo rifinito, perché sarà vostra cura
redigere un testo unitario |
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specificate il limite
massimo del contributo (2/3 cartelle) |
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date un tempo massimo
per l'invio (molto stretto, perché tutti tarderanno). |
Ma quali sono i contenuti di
un annual report, oltre naturalmente ai risultati economici? Tanti e
naturalmente diversi per ogni tipo di azienda o di amministrazione.
Questo è solo un elenco di massima:
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una panoramica sintetica
dell'andamento dell'anno, in termini di risultati economici, di
sviluppo del business, di risultati più significativi, spesso
affidata a un testo in forma di lettera da parte del presidente o
dell'amministratore delegato |
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un'analisi
dell'andamento del mercato cui rapportare e in cui inquadrare i
risultati aziendali dell'anno |
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le iniziative avviate
che avranno i loro effetti nell'anno successivo |
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nuovi contratti e
clienti |
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nuovi prodotti e nuove
linee di offerta |
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attività di ricerca e
sviluppo |
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riorganizzazioni
aziendali e societarie |
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iniziative nei confronti
del personale (formazione, assistenza sanitaria, previdenza
integrativa) |
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iniziative no-profit di
rilevanza sociale. |
Nella vostra esposizione (la
Relazione sulla Gestione, che solitamente precede i conti economici) non
dimenticate mai che l'annual report si riferisce a un preciso anno, quello
appena concluso, ma che verrà distribuito e letto nell'anno successivo:
sottolineate ed evidenziate quindi tutto ciò che proietta l'azienda verso
il futuro.

lo stile: preciso,
asciutto, sintetico
Implementare, impattare, effetto sinergico, ottimizzare, presidio
delle conoscenze, progetti di eccellenza: il rischio del gergo e dei
tecnicismi nella stesura di un annual report è sempre altissimo.
Eppure,
soprattutto per un documento che richiede chiarezza e precisione, valgono
sempre le parole del vecchio Aristotele: "la chiarezza è usare parole
semplici e quotidiane".
E poi chi l'ha detto che un bilancio aziendale deve essere per forza noioso?
Io stessa lo pensavo qualche anno fa: copiavo i bilanci delle altre
aziende a man bassa, cercando di catturarne lo stile. E così scrivevo
delle cose orribili del tipo "è stato creato un team per assicurare la
continuazione delle performance", oppure "sono stati altresì
intrapresi i primi passi per avviare progetti finalizzati a traghettare
l'azienda verso nuove sfide" (be' proprio così no, ..... prendetelo
per un esercizio di stile).
Avete mai provato a pronunciarle queste ed
altre frasi tratte dai bilanci aziendali? Sono esattamente ciò che i
business writer americani chiamano fluff, tradotto aria fritta.
E da qui traiamo la regola n° 1 non solo della scrittura di un annual
report, ma della scrittura professionale tout court: non scrivere
mai qualcosa che non puoi dignitosamente anche pronunciare.
Lo stile di un annual report deve essere semplice, sintetico, preciso,
asciutto, ma non per questo banale o privo di vivacità. Guardatevi
intorno: potete scriverlo come un giornale o come un magazine, con foto,
didascalie, storie (di un nuovo prodotto, di un importante contratto, di
come è stato risolto il problema di un cliente), interviste ai manager
invece della tradizionale lettera agli azionisti; o come una pagina web,
con una scrittura molto modulare, a blocchi dedicati a diversi temi e
impaginati in maniera dinamica; o ancora ispirandovi alla pubblicità con
slogan o con frasi molto brevi e contratte, utili soprattutto negli
attacchi.
Alcuni consigli pratici:
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non enfatizzate mai
troppo, neanche quando i risultati sono positivi e lusinghieri:
restate sempre ancorati ai dati, ai fatti |
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attenzione massima agli
aggettivi; toglieteli il più possibile, soprattutto state alla larga da
"nuovo", "importante", "innovativo",
"eccellente", avanzato", che nulla dicono e nulla
aggiungono |
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non siate mai ambigui,
neanche quando ve lo chiederanno: "alcuni dei nostri clienti
chiave hanno ritenuto di riconfigurare i loro rapporti con noi,
generando una diminuzione del nostro fatturato" è assolutamente
ridicolo |
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cercate di non usare mai
il passivo: il soggetto è l'azienda |
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non nominalizzate i
verbi, lasciate che gli infiniti sprigionino tutta la loro forza. |

la fase più delicata: la
revisione
La revisione di un annual report porta via moltissimo tempo: il più
importante documento aziendale non deve avere né refusi, né errori.
Tutto deve essere perfetto.
La lunghezza e la delicatezza della fase di revisione sono dovute sia al
fatto che un annual report viene sottoposto a molte approvazioni da parte
di persone diverse (e magari in disaccordo), sia alla eterogeneità dei
materiali che vi confluiscono, spesso in tempi diversi: testi, immagini,
didascalie, grafici, tabelle, lettere, indici.
Per non perdere di vista la coerenza generale, vi conviene mettere a punto
una guida di stile, che assicuri
l'omogeneità lessicale di anno in anno e che serva da riferimento a tutti
coloro che vi lavorano, compreso il correttore di bozze e i collaboratori.
La guida vi permetterà di risparmiare molto tempo prezioso e di arrivare
puntuali alla pubblicazione.
Alcune indicazioni per la guida di stile:
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quando usare: maiuscole
e minuscole (amministratore delegato, presidente, governo, ministeri,
divisione); neretti, corsivi e maiuscoletti |
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segno % o "per
cento"? |
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numeri in cifre o in
lettere? |
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utilizzo degli acronimi |
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parole straniere: quando
usarle e quando no, magari indicando le alternative in italiano |
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glossario specialistico
del vostro settore di mercato |
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fisse o antipatie
lessicali del vostro amministratore delegato. |

una prova per il
vostro orgoglio professionale
Durante la stesura dell'annual report
sarete sottoposti a mille pressioni. Da chi vi chiederà di mettere
maggiormente in luce il proprio settore e da chi si sentirà in dovere di
criticare lo stile o, peggio, di farvi notare che non conoscete l'italiano
(capita, capita!).
Chiarite prima di tutto a voi stessi che i vostri colleghi sapranno fare
benissimo il loro lavoro, ma che gli esperti di comunicazione siete voi.
Ascoltate quindi tutti con rispetto ed attenzione, ma resistete quando si
immischiano in fatti squisitamente stilistici. Non è sempre facile
affermare le proprie posizioni di fronte a chi è molto più importante di
voi, per esempio l'amministratore delegato che vi chiede di cambiare
"circa" con "approssimativamente" (perché è più
lungo e importante), però fate prevalere l'orgoglio professionale e
spiegate in maniera convincente le vostre ragioni. Affermare e difendere
il vostro punto di vista vi costerà, ma vi fortificherà e vi guadagnerà
comunque il rispetto degli altri. Non di tutti - perché per qualcuno
sarete sempre la solita rompiscatole -, ma di molti sì.

il bilancio viaggia
sul web
Per fortuna, ora il bilancio aziendale
non rimane più confinato sulle scrivanie del top management e dei
dirigenti (perdendo finalmente il suo valore di status symbol!).
Oltre che sulla carta, viene pubblicato anche sul web: sul sito internet,
dove tutti possono scaricarlo, e sull'intranet aziendale, a disposizione
dei dipendenti.
Una buona ragione in più per farne uno strumento di comunicazione capace
di parlare a tutti.

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