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Chi
intende procedere alla stesura di un'opera di vasto respiro si dia
buon tempo e, al termine della fatica giornaliera, si conceda tutto
ciò che non ne pregiudica la continuazione.
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Parla
di quanto hai già scritto, se vuoi, ma non farne lettura finché il
lavoro è in corso. Ogni soddisfazione che in tal modo ti procurerai
rallenterà il tuo ritmo. Seguendo questa regola, il desiderio
crescente di comunicare diverrà alla fine uno stimolo al
compimento.
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Nelle
condizioni di lavoro cerca di sottrarti alla mediocrità della vita
quotidiana. Una mezza quiete accompagnata da rumori banali è
degradante. Invece l'accompagnamento di uno studio pianistico o di
uno strepito di voci può rivelarsi non meno significativo del
silenzio tangibile della notte. Se questo affina l'orecchio
interiore, quello diventa il banco di prova di una dizione la cui
pienezza soffoca in sé persino i rumori discordanti.
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Evita
strumenti di lavoro qualsiasi. Una pedante fedeltà a certi tipi di
carta, a penne e inchiostri ti sarà utile. Non lusso, ma dovizia di
codesti arnesi è indispensabile.
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Non
lasciarti sfuggire alcun pensiero, e tieni il tuo taccuino come
le autorità tengono il registro dei forestieri.
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Rendi
la tua penna sdegnosa verso l'ispirazione ed essa l'attirerà a sé
con la forza del magnete. Quanto più lento sarai nel decidere di
mettere per iscritto un'intuizione, tanto più matura essa ti si
consegnerà. Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo
domina.
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Non
smettere mai di scrivere perché non ti viene più in mente nulla.
E' un imperativo dell'onore letterario interrompersi solo quando
c'è da rispettare una scadenza (un pasto, un appuntamento) o quando
l'opera è terminata.
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Occupa
una stasi dell'ispirazione con l'ordinata ricopiatura del già
scritto. L'intuizione ne sarà risvegliata.
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Nulla
dies sine linea: sì, però qualche settimana.
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Non
considerare mai perfetta un'opera che non t'abbia tenuto una volta a
tavolino dalla sera fino a giorno fatto.
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La
conclusione dell'opera non scriverla nel solito ambiente di lavoro.
Non ne troveresti il coraggio.
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Gradi
della composizione: pensiero, stile, scrittura. Il senso della bella
copia è che in questa fase l'attenzione va ormai soltanto alla
calligrafia. Il pensiero uccide l'ispirazione, lo stile vincola il
pensiero, la scrittura ripaga lo stile.
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L'opera
è la maschera mortuaria dell'idea.