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Elementi e struttura
del brief
Ci sono degli elementi che dovrebbero comparire in ogni
brief, ho provato a schematizzarli per creare una possibile ossatura:
Intestazione
Scrivete tutto: nome dei presenti e loro cariche, data, luogo dell'incontro,
titolo del progetto.
Background
Chi è il cliente, cosa fa, che mercato ha, che tipo di comunicazione
ha fatto finora. Numeri, dati e riferimenti di ogni tipo vanno benissimo,
creano nella testa di chi legge una piattaforma su cui costruire il resto.
Obiettivi
Il cliente vuole svecchiare la propria immagine corporate e proporsi a
un nuovo mercato incrementando le vendite nella grande distribuzione?
Bene, questo è il suo obiettivo.
Avete fatto un lavoro di sintesi per definire questo obiettivo dalle tante
parole del cliente, ora fate un lavoro di analisi e cercate di spiegare
al team che cosa questo vuol dire in termini di comunicazione. Rendete
questo punto il più chiaro possibile, evitate di usare slang da
manager, fate in modo che gli obiettivi siano comprensibili a tutti.
Target
Con la nuova campagna il cliente vuole raggiungere una fetta di mercato
mai coperta finora? Questa è un'informazione essenziale per chi
deve sviluppare la creatività: rivolgersi a un pubblico senior
o a giovani altospendenti cambia moltissimo le cose.
Sintesi del progetto
Questo è il cuore del brief.
Il cliente vi ha chiamato perché vuole sviluppare una campagna
stampa per promuovere il suo prodotto, o perché vuole costruire
una community online sul suo sito. Questo è quello che dovete comunicare
al team.
Alcuni pongono questa parte all'inizio del brief, prima ancora del background:
questione di metodi, io credo che abbia più senso fornire prima
tutti i dati, ma è un fatto soggettivo.
Ricordate che il brief non è un progetto, quindi deve dare spunti,
non fornire già soluzioni creative o strategiche: non tarpate le
ali a chi vi legge dicendo cosa fare e come, rischiate di avere
un prodotto limitato.
Tono di voce della comunicazione
Che non vuol dire soltanto il modo in cui scriverete la body copy, ma
soprattutto l'approccio, lo stile, cioè come la comunicazione deve
mostrarsi e parlare al pubblico.
Se promuovete una nuova gomma da masticare per bambini il tono sarà
giovanilistico, i colori forti, le immagini trattate in un certo modo, nel
linguaggio potrà comparire dello slang.
Se dovete creare un minisito per la nuova berlina di lusso della casa
automobilistica vostra cliente, il tono di voce sarà evidentemente
molto diverso.
Parole chiave
In questa sezione mettete tutte le parole che possono fornire un indizio
al team, ma sulle quali non volete sviluppare delle frasi intere.
Per esempio, se il cliente è una azienda di cosmetici da erboristeria,
le vostre parole chiave potrebbero essere natura, purezza, freschezza,
no additivi.
Punti essenziali
Sono le cose che assolutamente devono esserci o devono essere fatte in
quel modo e nessun altro.
Per esempio: i colori corporate, il logo dello sponsor, la foto del package.
Oppure le cose che non devono esserci, tipo un certo colore che l'amministratore
delegato non sopporta, l'uso di elementi troppo high-tech che risulterebbero
lontani dallo stile dell'azienda, l'utilizzo di acronimi che hanno creato
problemi di comprensione in passato.
Punti consigliati, ovvero la lettura del cliente tra le righe
L'ultima parte del brief dovrebbe essere dedicata a spunti e suggerimenti.
Tutto il bagaglio di informazioni acquisite sul cliente durante la riunione
sono importanti. Per esempio: il presidente ama giocare a golf, il responsabile
finanziario ha una passione per il Messico, la responsabile marketing
non vuole sentire parlare francese e ha avuto una pessima esperienza con
una campagna che utilizzava immagini di animali.
Sono informazioni che forniscono spunti spesso utilissimi.

Ultima dritta, ovvero come essere
certi che il vostro brief venga letto
Può succedere che passiate un giorno a scrivere un brief, e sia
un bellissimo brief, e i creativi ne leggano soltanto le prime righe.
I motivi sono tanti (siete stati prolissi o si tratta di un cliente poco
attraente, o forse il destinatario del brief non è in vena), ma
niente giustifica il fatto che il vostro brief non sia stato letto in
maniera approfondita, perché questo può rappresentare un
problema in seguito.
Se volete evitare di far partire male un lavoro, provate un vecchio trucco:
inserite, a metà o alla fine discorso, delle parole completamente
fuori contesto.
Il mio capo anni fa disseminava il testo di nomi di formaggi francesi:
quando il designer andava da lui con gli occhi spalancati chiedendo di
camembert e brie, era certo che avesse letto tutto il brief. Se invece
nessuno diceva niente e tutti dichiaravano di aver letto il brief con
attenzione, c'era evidentemente qualcosa di strano

Nata a Napoli nel 70, Chiara
è laureata in lettere moderne e lavora da diversi anni come account
manager in agenzie di comunicazione e pubblicità.
Dopo un lungo tirocinio a Londra, oggi vive e lavora a Milano.
Il suo indirizzo email: chiaradiloreto@hotmail.com
Sul MdS Chiara Di Loreto ha scritto anche:
Scrivere in inglese
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©
2003
Chiara
Di Loreto.
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