scrivere per il web

content management italian style

 

Quando Alessandro Lucchini mi ha mandato le bozze del libro Content Management (ed. Apogeo), il primo pensiero che ho fatto è stato: "Mamma mia, quanta roba!". Non perché la mole mi spaventasse, anzi, ma perché in questi tempi di libri esili e stiracchiati avevo finalmente la piacevole sorpresa di un libro denso e ponderoso.

E lo è, in tutti i sensi: 400 pagine, oltre 40 autori, 35 capitoli che praticamente affrontano tutti gli aspetti della gestione dei contenuti per il web, dalla scrittura alla grafica, dai nuovi rapporti con i media al concept design, dall'organizzazione dei contenuti alle community, dalle chat all'e-learning, fino al knowledge management. 
Più casi concreti di successo raccontati dai protagonisti.

Come Lucchini e Apogeo siano riusciti a mettere insieme tutto questo è presto detto: il libro nasce dal lavoro fatto insieme da docenti ed allievi del Master in Content Management dell'Ateneo Multimediale di Milano. Per questo il libro ha stile e struttura da vero laboratorio di ricerca: interviste, un ricco corredo di note che è un vero invito a proseguire nelle letture e nella navigazione, nessun dogmatismo ma tanti spunti di riflessione e tante domande aperte.

E in un gioco di scambi tra media diversi, le domande lasciate aperte possono ora avere risposta da parte di tutti noi. Se il lavoro d'aula ha dato vita a un libro, il libro ha dato vita a un sito: vi potete consultare l'indice del libro, leggere alcuni capitoli, ma soprattutto partecipare direttamente con le vostre idee, le vostre opinioni, i vostri articoli.

Da parte mia, solo 5 "perché il libro mi è piaciuto":

  1. è pieno di voci e stili diversi: non ci si annoia mai
  2. è completo: e qualsiasi sia la nostra specializzazione, è importante capire cosa fanno i colleghi del nostro web-team
  3. è democratico e non fa differenze tra docenti e autori famosi e ragazzi alle prime armi (qualcuno di loro a volte supera i maestri ma non se ne abbiano a male i maestri: il merito è tutto loro)
  4. è la dimostrazione che i web content manager italiani nulla hanno da invidiare a quelli USA
  5. è un bell'esempio di contaminazione e integrazione felice tra media diversi.


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A lezione di business writing con Dante e Totò
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Pagina aggiornata il 23.6.02

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