appunti

Primo convegno italiano sulla scrittura professionale

 

A Perugia, dal 23 al 25 ottobre, si svolgerà il convegno di studi "La scrittura professionale: ricerca, prassi, insegnamento", il primo in Italia su questo tema.
Una breve intervista all'organizzatrice, Sandra Covino.

D
In Italia la scrittura professionale è sempre stato un tema piuttosto trascurato. Noi business writer siamo in maggioranza autodidatti, e nella nostra formazione abbiamo avuto ben pochi punti di riferimento. Ora invece fioriscono i corsi universitari sull'italiano scritto, si pubblicano libri, si organizzano convegni. Che cosa sta succedendo?

R
Fino a una ventina d'anni fa tutti erano pronti a formulare previsioni pessimistiche sul futuro della scrittura, assediata nel "villaggio globale" della civiltà contemporanea da mezzi potenti, come la televisione, la radio e il telefono, incentrati sulla comunicazione visiva e orale. 
Oggi proprio lo sviluppo della tecnologia ha reso del tutto evidente l'importanza del saper scrivere: basti pensare ai fax, alla videoscrittura, alla posta elettronica e a Internet, autostrada telematica attraverso la quale transitano non solo le immagini ma anche la scrittura, spesso in rapporto complementare e di reciproca determinazione percettiva e semantica. 
L'università italiana, accogliendo, sia pure in ritardo, le richieste formative che vengono dalla società civile e dal mondo delle professioni, sta sviluppando in questi anni la consapevolezza di non potere eludere più a lungo un compito di evidente utilità sociale: l'insegnamento di buone competenze comunicative e di scrittura appropriata; abilità che, se diffuse, contribuiscono al tono culturale e all'efficienza di una nazione progredita.

D
Come organizzatrice del convegno perugino hai potuto già tastare il polso della scrittura professionale in Italia. Qual è a tuo parere lo stato dell'arte?

R
Per usare una formula abusata, potrei dire che molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. Sottolineerei innanzitutto l'interesse verso questo tema da parte di un pubblico sempre più ampio; il che ha reso possibile il proliferare di varie iniziative editoriali, come i numerosi manuali sulle tecniche di scrittura professionale usciti negli ultimi 3-4 anni. 
Molto importanti sono state anche le ricerche e le pubblicazioni dedicate alla semplificazione del linguaggio amministrativo nel difficile rapporto tra cittadino e istituzioni. Quello che è mancato finora, a mio parere, è, come spesso accade, il dialogo e il confronto tra le esperienze didattiche già avviate in numerose sedi, universitarie e no. Di qui l'idea di un convegno, il primo del genere in Italia, dove si potessero incontrare docenti ed esperti della comunicazione scritta in diversi settori professionali (dentro e fuori il mondo accademico), in un contesto che favorisse lo scambio di idee e, perché no, anche di prospettive e materiali di lavoro.

D
Tre giorni di relazioni e confronti sulla scrittura professionale. Quali saranno i filoni e i temi forti del convegno? E quali obiettivi vi proponete, quali ricadute più ampie al di là di un incontro tra specialisti?

R
Tra i temi forti del convegno c'è naturalmente una riflessione sul ruolo della scrittura nell'era della comunicazione e sulle trasformazioni che l'aspetto e l'organizzazione del testo subiscono in relazione agli sviluppi tecnologici del mondo contemporaneo. Della scrittura verranno indagati non solo gli aspetti linguistici e cognitivi, ma anche quelli grafici e "visivi", sempre però in relazione a specifiche tipologie di italiano professionale. 
Due sessioni del convegno sono dedicate in particolare alle testualità giuridico-amministrative e a quelle tecnico-scientifiche. Singole relazioni riguarderanno la scrittura d'impresa, i comunicati stampa delle aziende, le banche e i problemi di gestione dell'informazione scritta, l'editing di redazione.
Gli organizzatori del convegno (F. Bruni, A. Ciliberti, S. Giannini, T. Raso ed io) si sono sforzati anche di aprire una finestra sul mondo. La partecipazione di relatori stranieri ci dovrebbe infatti consentire di allungare lo sguardo sia su realtà vicine alla nostra, in paesi di lingua e cultura neolatina, come la Svizzera francese e la Spagna, sia su una realtà più lontana e con una pratica consolidata da molti anni nella organizzazione di Humanities Professional Curricula, cioè gli Stati Uniti. 
Come Università per Stranieri di Perugia, speriamo che il convegno contribuisca a consolidare il rapporto con il territorio, con gli enti pubblici e con le organizzazioni dell'imprenditoria locale, migliorando in senso professionalizzante l'offerta formativa rivolta agli studenti dei nostri corsi di laurea e di diploma. A livello nazionale il convegno ha già fornito agli organizzatori l'occasione per prendere contatto con importanti figure istituzionali e con rappresentanti del mondo del lavoro, ricevendone incoraggiamento e sostegno. Ci auguriamo che il dialogo continui.

Il programma del convegno
L'Università per Stranieri di Perugia - sito del convegno


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