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appunti "Due parole" per i lettori dimenticati
Sembra nato oggi, apposta per il web... ma la citazione di Tullio De Mauro sulla home page ci annuncia che dietro tanta apparente semplicità c'è sicuramente qualcosa di più: Le parole sono fatte, prima che per
essere dette, per essere capite: proprio per questo, diceva un filosofo,
gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie. E infatti dietro dueparole c'è una
storia lunga. Una storia di studio e ricerche, di passioni, di impegno, di
piccole e grandi lotte quotidiane per portare il giornale e la lettura
davvero a tutti, anche ai lettori più "dimenticati".
Prof.ssa Piemontese, prima di tutto, chi sono i "lettori dimenticati"? Di "lettori
dimenticati", in Italia ce ne sono tanti, troppi. Le nostre
percentuali di lettura di quotidiani e settimanali sono tra le più basse
d’Europa e forse dell’intero mondo avanzato e industrializzato. Ma accanto a questi "lettori dimenticati" secondo lei non ce ne sono altri che, pur non avendo problemi specifici di lettura e comprensione, si trovano tuttavia in difficoltà nel leggere molti testi scritti in lingua italiana? Non c’è dubbio. La
disattenzione di molti di coloro che hanno il compito istituzionale o la
funzione sociale di comunicare con i cittadini, per
informarli o per formarli, in Italia è cronica, anzi direi
storica. Il problema è duplice: innanzitutto, qual è la densità della cultura e la circolazione, cioè la reale comunione dei beni fatti di conoscenze in Italia? In secondo luogo, quali strumenti e quali tecniche (quando diciamo "tecniche", ci riferiamo a criteri oggettivi, espliciti e validati da confronti e risultati concreti) vengono adottati -da chi di dovere nelle diverse situazioni comunicative- per accrescere la densità della cultura e la condivisione delle conoscenze? In questo senso diventa chiaro il motivo per cui i testi di dueparole sono apprezzati anche dai ragazzi della scuola dell’obbligo cosidetti "normodotati" che leggono poco i testi di tipo informativo perché annoiati e frustrati dalla lettura (e dall’ascolto) di informazioni scritte o formulate in modo complicato e perciò per loro (ma davvero solo per loro?) oscure e incomprensibili. Diventa chiaro anche
perché, nella sua prima vita, dueparole
ha avuto tra i suoi abbonati molti stranieri immigrati in Italia. Alla luce di tutto ciò
si capisce anche perché dueparole
finora ha avuto forse più credito e fortuna all’estero che in Italia. Soprattutto negli Stati Uniti
d’America e in Canada, ma più di recente anche in altri paesi del
centro e sud America come il Messico
e, infine, nei Paesi dell’Europa orientale. Infatti dueparole
è richiesto, usato e, se posso dirlo senza peccare troppo di immodestia,
anche molto apprezzato dai docenti e dagli studenti dei corsi
iniziali di lingua italiana come lingua straniera. In questo caso, accanto
alla lettura degli studenti, c’è anche l’uso didattico, esplicito, di
dueparole che gli insegnanti
fanno. |
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... quindi i "lettori dimenticati" sono lettori ai quali nessuna casa editrice pensa.... ... esattamente. Pensare a loro richiederebbe un enorme sforzo in termini non solo economici, ma anche di tempo... eppure sono persone che, come tutti, hanno diritti e doveri. Il diritto di leggere, di capire, di votare, di essere e sentirsi inseriti a pieno titolo nella nostra società. Ma anche il dovere di lavorare, di pagare le tasse, ecc. Quando nasce dueparole e qual è stata la spinta iniziale? dueparole
ha avuto una doppia vita... è un giornale che ha vissuto due volte. La
prima vita è cominciata nel 1989: in aprile esce il primo numero a
stampa, dopo tre anni di formazione alle tecniche di scrittura
semplificata attivato presso la cattedra di Filosofia del Linguaggio,
tenuta dal prof. Tullio De Mauro, e di sperimentazioni nei centri di
formazione professionale per persone con problemi di disabilità mentale
più che fisica. Ma l'idea, com'era nata? Nel 1983 alcuni bibliotecari di Roma,
genitori di figli adulti con ritardo mentale e alcuni operatori
socio-sanitari, si sono rivolti al prof. Tullio De Mauro per chiedergli
cosa si potesse dare da leggere a giovani con forme di handicap mentale,
ormai usciti dalla scuola dell'obbligo,
per tenersi informati e continuare ad esercitare le abilità di lettura. Quindi un progetto cresciuto dentro l'università, ma nato da un bisogno forte e reale, portato avanti attraverso un confronto continuo con i potenziali lettori... L'équipe del prof. De Mauro aveva
avviato fin dalla metà degli anni '70 numerosi esperimenti sulla
leggibilità e la comprensibilità dei testi, prima per capire a quali
condizioni i testi si possano ritenere leggibili e comprensibili, poi per
trarre da queste analisi delle indicazioni propositive per migliorare la
qualità e l'efficacia comunicativa dei testi scritti. Quali sono i principali suggerimenti per la scrittura "controllata"? Noi di dueparole amiamo molto le
regole enunciate da George Orwell nel suo saggio Politics and the
English Language. Quindi in realtà la prima regola è il buon senso e consiste soprattutto
nel mettersi nei panni del destinatario e chiedersi "che cosa
capirebbe una persona che di questi argomenti non sa assolutamente
niente?". |
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... quindi la semplicità di dueparole è un punto di arrivo... ... sì, un punto di arrivo che richiede molta fatica, molta disciplina, molto coraggio e... molta umiltà, un'umiltà intellettuale, che non è falsa umiltà, ma che significa non essere troppo innamorati di se stessi e delle proprie idee, per riuscire a mettere insieme le proprie idee con i bisogni degli altri. dueparole è un esempio un po' estremo di semplificazione, ma i suggerimenti della scrittura controllata sono utili anche per scrivere altri tipi di testi informativi e funzionali? dueparole
è alla base di una serie di importanti progetti di semplificazione
linguistica, per esempio nel campo del linguaggio amministrativo e
burocratico. La prima vita di dueparole non è
stata facile, tanto che le pubblicazioni sono state interrotte nel
1997. per scrivere alla redazione di dueparole: Per saperne di più - Bibliografia di base Tullio De Mauro
M. Emanuela Piemontese
Pagina aggiornata il
18.5.03 ©
1999-2005
Luisa Carrada.
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