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appunti siamo
tutti editori
Dopo tanto silenzio sulla scrittura e i
contenuti per il web stanno uscendo parecchi libri interessanti su questi
temi. Uno tra i migliori (Hot Text di Jonathan e Lisa Price)
lo trovate anche gratis
online.
Alcuni
li sto leggendo e li recensirò man mano su questo sito.
Comincio con una coppia di libri, perché Content Critical e
The Web Content Style Guide di Gerry McGovern e Rob Norton (Financial
Times/Prentice Hall) vanno decisamente letti e presentati insieme.
Gerry
McGovern è probabilmente già noto ai
lettori di questo sito e al pubblico italiano, anche perché è molto
apprezzato e spesso citato da Giancarlo Livraghi nei suoi libri e nei suoi
articoli sul bellissimo Gandalf.
Irlandese, McGovern è un paladino del contenuto, degli scrittori e degli
editor, del web come grande biblioteca, luogo di lettura, di scambio e di
vendita di quello che considera il vero valore della rete, il contenuto
sotto forma di testo. Una visione austera e totalizzante per molti (in
parte anche per me, che del web amo tanto anche la liberta, la creatività
e la fantasia), ma utile e apprezzatissima da chi (e qui c'è un'altra
parte di me) usa il web soprattutto come strumento di lavoro all'interno
di un'organizzazione.
Niente "utente" o
"navigatore" per McGovern, ma solo il "lettore", un
lettore:
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pratico e
impaziente, perché va sul web con un problema o una curiosità
molto precisa che vuole soddisfare al più presto |
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conservatore,
perché tende a frequentare sempre gli stessi siti |
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scettico,
perché sa che sul web si pubblica di tutto e non concede quindi
facilmente la propria fiducia |
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volubile,
perché lasciare un sito è facilissimo |
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poco
tradizionale, perché prima scorre la pagina e solo se qualcosa gli
interessa la legge |
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restio a
leggere sullo schermo, perché faticoso |
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alla
ricerca non solo di informazioni, ma anche di opinioni. |
Cosa facciamo nel web se non leggere? e
cosa è il web se non la più grande e accessibile delle case editrici,
dove tutti possiamo pubblicare? Ma una cosa è pubblicare, altra è farsi
trovare, notare e leggere. Per questo non ci sono sistemi di content management che
tengano, per quanto sofisticati: c'è prima l'autore,
con la sua capacità di comunicare, di classificare e di ordinare
contenuti e documenti.
Ma tutti noi, nella società dell'informazione, dobbiamo diventare autori
ed editori insieme. "Pubblicare" significa "rendere
pubblico" e sul web la pubblicazione perde i suoi connotati materiali
e industriali per diventare quel processo, ben più delicato e complicato,
di saper trasmettere il contenuto dall'autore al lettore. Siamo autori ed
editori quando scriviamo il nostro weblog pensando a chi leggerà i nostri
pensieri e le nostre impressioni sull'ultimo film che abbiamo visto,
quando facciamo la revisione di un documento per condividerlo sull'intranet
aziendale con i nostri colleghi, quando scriviamo un articolo per una
webzine, quando redigiamo una procedura che servirà per ottenere online
un servizio.
Pubblicare, per McGovern, significa
"comunicare
formalmente un contenuto; pubblicare in maniera efficace significa far
avere il contenuto giusto, alla persona giusta, al momento giusto, e
possibilmente guadagnarci".
Nelle organizzazioni e nei luoghi di lavoro è la pubblicazione del
contenuto in questa nuova accezione che assicura la condivisione, la
crescita e quindi la competitività: la conoscenza sono le idee che
abbiamo in testa, l'informazione è la comunicazione della
conoscenza, il contenuto è la strutturazione formale e
trasmissibile della conoscenza. Un'azienda come un'università, insomma,
in cui è la conoscenza pubblicata e formalizzata quella che conta.
Contenuti originali, frutto di ricerche
approfondite, rivisti e pubblicati con cura, ma organizzazione,
classificazione e presentazione rigorosamente standard, come in un
giornale o in una biblioteca. E qui Content Critical diventa un vero e
proprio manuale, ricco di consigli pratici su come scrivere, classificare,
pubblicare (e vendere) i contenuti sul web secondo regole e standard molto
rigidi, che sicuramente faranno spaventare più di un web designer:
linguaggio XML (finalmente ben spiegato!), metatag, sintesi e chiarezza
del linguaggio, principi di navigazione, layout per una migliore
leggibilità, regole di accessibilità per i disabili, consigli per una
buona revisione. Il tutto secondo la migliore tradizione della
divulgazione anglosassone: ottime titolazioni, caption, schemi ed
immagini, summary e bibliografia alla fine di ogni capitolo.
Sono riemersa dalla lettura con tante
conoscenze in più e con delle ottime soluzioni che ho subito messo in
pratica nel mio lavoro, ma anche con la sensazione di un orizzonte sbarrato, che finisce sul muro bianco di una biblioteca.
Dal web luna park al web archivio, ordinato e perfetto, ma sinceramente
anche un po' noioso.
Mi è venuto il dubbio che forse stiamo andando verso un altro eccesso. Ho
preso i libri, con tutte le mie annotazioni, e me li sono portati in
ufficio. Il loro posto è quello. Per il resto, voglio continuare a
navigare anche inseguendo un colore, un verso, un titolo un po' misterioso
e bislacco.
The Web Content Style Guide
propone gli stessi temi, ma organizzati in ordine alfabetico, quindi molto
più facili da consultare, e inoltre presta maggiore attenzione agli aspetti
stilistici e formali rispetto a quelli progettuali, per esempio alla
corretta ortografia di molti termini nuovi del web.
I due libri sono costosi e se ordinati dall'Inghilterra c'è anche il
notevole aggravio della spedizione, quindi ordinateli pure entrambi se lo
fate per conto della vostra azienda e sono messi a disposizione di un
gruppo di lavoro, ma se gravano solo sulle vostre tasche il solo Content
Critical va benissimo.

Sui libri
utili allo scrittore professionale, sia off che online, sul MdS leggi
anche:
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scaffale del copy
Nuovi
manuali sullo scaffale
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letti per voi
A
lezione di business writing con Dante e Totò
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Content Management Italian Style
Sul
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