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scrivere
per il web
solo
con i tuoi occhi
Quasi
tutti i siti sulla scrittura e la comunicazione online che conoscevo
fino a qualche anno fa - quelli da cui ho imparato tanto - non esistono
più o sono diventati a pagamento.
Nulla di male, anzi: sono la prima a sapere e a riconoscere quanto costano
i contenuti originali e di qualità.
In questo panorama c'è una luminosa e generosa eccezione: il
Poynter Institute, che
con il suo ricchissimo e gratuito sito web, aggiornato ogni giorno,
insegna a migliaia di giornalisti e scrittori professionali in tutto
il mondo a comunicare meglio attraverso i nuovi media.
Tra i contenuti davvero preziosi (non costosi, ma impagabili) sono le
ricerche che ogni due anni il Poynter effettua sulle abitudini di lettura
degli utenti di siti web di giornali e magazine, il cosiddetto Eyetracking,
fonte di molte utili indicazioni per chi scrive sul web.
I ricercatori del Poynter prendono un campione di circa 40 persone,
le mettono per alcune ore a navigare su siti di giornali e ne seguono
passo passo i movimenti degli occhi, per capire dove vanno, cosa leggono
prima, cosa dopo, cosa li attira, cosa non leggono affatto.
I risultati danno risposte a molte domande di editor e web designer,
che hanno le loro opinioni, ma quasi mai suffragate da ricerche documentate.
La
terza ricerca, pubblicata nel mese di settembre 2004, di risposte ne
ha fornite moltissime, qualche volta sorprendenti. Il Poynter vi ha
dedicato un intero dossier,
coordinato da Steve Outing, che ogni giornalista, web writer, studente
di scienze delle comunicazioni, dovrebbe studiarsi riga per riga.
L'ho fatto anch'io e queste sono le mie note:
La
traiettoria degli occhi
Quando
si apre la home page, gli occhi vanno subito in alto a sinistra, poi
in basso e solo alla fine in alto a destra.
Ciò che attira subito l'attenzione sono i titoli testuali, prima
quelli in alto a sinistra, poi quelli in alto a destra. Le foto non
solo non sono degli entry point, ma ci si sofferma pochissimo.
In media, prima di proseguire verso una pagina successiva, si leggono
cinque titoli per pagina, indipendentemente dal numero di titoli presenti
sulla pagina. Di un titolo, poi, si leggono realmente solo le prime
due o tre parole.
Scrivere
piccolo per farsi leggere
Contrariamente a quanto pensiamo, se vogliamo incoraggiare la lettura
di un intero testo, il carattere più piccolo funziona meglio.
I titoli e i testi scritti con un corpo più grande, si esplorano
e si guardano, ma non si leggono.
Il
gioco dei titoli
Il sottotitolo è importante, perché fa da cerniera tra
il titolo e il testo, e guida alla lettura.
Titolo e sottotitolo, però, devono costituire visivamente un
blocco unico: pochissimo spazio tra l'uno e l'altro e stesso font. Le
dimensioni è bene che variino, ma di un solo corpo. E così
per lo stile del carattere: bold il titolo, normale il sottotitolo.
Anche nei sottotitoli si leggono solo le prime parole, cui bisogna quindi
dedicare la massima attenzione.
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