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appunti
dal Cluetrain Manifesto al Gonzo Marketing
All'inizio del 1999 il Cluetrain
Manifesto con le sue 95 tesi
fu per noi aspiranti comunicatori sul web una specie
di folgorazione. Se il Cluetrain era la pars destruens
della comunicazione as usual, il nuovo libro di uno degli autori,
Christopher Locke, vuole esserne la pars construens. Stesso spirito
graffiante, stesso stile iperbolico, a partire da titolo e sottotitolo: Gonzo
Marketing. Vincere negli affari dando il peggio di sé (Hopslibri,
19,90 euro).
Le armi delle grandi aziende sono quindi
spuntate, se ne devono fabbricare di nuove. |
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A chi, come me, lavora in una
di queste grandi aziende (che sicuramente non chiedono più, come una
volta, di "lasciare il cervello all'ingresso", ma gli interessi
personali sì) riesce un po' difficile immaginare una partnership con un
piccolo sito di fanatici "palmaristi"
(è il mio caso) o di
giovani e brillanti hacker. Locke è spesso un po' prolisso, sicuramente iperbolico nel linguaggio, esagerato nelle idiosincrasie e negli amori, ma molte idee sono interessanti, così come i casi concreti che presenta, da Amazon a Ford. E anche chi lavora ancora in contesti tradizionali ne trae parecchi utili spunti di riflessione. Per esempio: 1) attraverso il sito, parlare al cliente come attraverso il bancone del negozio, prevenendo ogni sua obiezione e domanda 2) non barare mai, perché le vere informazioni il potenziale cliente le va a prendere e a verificare anche altrove 3) non promettere quello che non si può mantenere, perché se il cliente non rimane soddisfatto ha mille modi e canali per farlo sapere in giro 4) tenere conto di tutti i feedback, sia quelli diretti al sito aziendale, sia quelli che "girano" nei micromedia 5) usare un linguaggio "normale", da persona a persona, altrimenti l'azienda rischia davvero il ridicolo.
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aggiornata il 22.12.02 ©
1999-2005
Luisa Carrada.
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