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appunti
cari aspiranti web writer,
scrittori professionali, business writer o come volete chiamarvi, questa lettera è per voi. Per voi che ogni giorno riempite la mia casella di posta elettronica con richieste di consigli, invii di curricula, invocazioni di aiuto, domande dalle risposte spesso impossibili. Volete fare tutti i giornalisti, gli scrittori professionali, i comunicatori, i web writer. Oppure volete cambiare il vostro lavoro sicuro ma un po’ noioso con un lavoro creativo, che vi permetta di esprimervi, di comunicare qualcosa di voi. Mi chiedete come fare, implorate trucchi, segreti, ricette o dritte, volete assolutamente sapere quali master frequentare, anche i più costosi purché garantiscano un lavoro o almeno uno stage. Se con questo sito vi
ho indotti a credere che io abbia tutte queste risposte oppure che quello
dello scrittore professionale sia un mestiere facile e bellissimo, ho
davvero sbagliato tutto. E’ vero, la tastiera spesso mi ha preso la mano e col tempo ho raccontato tante altre cose: letture, pensieri, incontri, e anche un po’ me stessa. Ma non volevo assolutamente erigere un monumento al mio mestiere di “scrittrice di impresa”. Mestiere complicato, difficilissimo da trovare, raramente ben pagato. Eppure ambitissimo e desideratissimo. In questo sito non ho mai mitizzato il mio mestiere, non ho mai scritto che si guadagnano un sacco di soldi, credo di aver esposto solo problemi e concrete soluzioni. Non nutro nemmeno una grandissima passione, cerco solo di fare bene il mio lavoro. Mi piace rifletterci sopra e condividere le mie idee con altre persone. Tutto qui. Però le vostre lettere, piene di desideri, speranze e aspirazioni sulla scrittura e la comunicazione, mi colpiscono sempre molto e quindi vorrei provare a rispondervi. Con sincerità. In primo luogo ho il dovere di scoraggiarvi. Siete troppi: la
(vostra) domanda è attualmente molto maggiore dell’offerta reale di
lavoro. Affollate corsi universitari e master, ma non ci sono abbastanza
giornali e aziende disposti ad assumervi. E’ vero, potete
lavorare come free-lance e se ne avete la voglia e soprattutto la grinta
necessaria, ve lo consiglio caldamente. Ci sono migliaia di aziende grandi
e piccole che devono riempire di parole le loro brochure e i loro siti
internet. Ma in questo caso scrivere bene non vi basta, dovete imparare a
“vendervi”, voi e soprattutto il valore del vostro lavoro. Nonché
prepararvi a non guadagnare molto prima di ingranare. |
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Lasciate perdere anche se avete il mito della “creatività”, se volete lavorare nel mondo della comunicazione per “esprimervi”. Avrete degli spazi davvero esigui per farlo: non dovrete usare le parole per esprimere voi stessi, ma per far guadagnare dei soldi alla vostra azienda, al vostro cliente. Il bello del lavoro in realtà sta proprio nel dover scrivere tenendo conto di mille vincoli e condizionamenti, di tutti i tipi. Soprattutto, non
accarezzate l’idea di abbandonare il vostro lavoro tranquillo, ma noioso
e ripetitivo, per inseguire la chimera del lavoro creativo. Avreste delle
pessime sorprese e tante disillusioni. Ma se siete sicuri di avere il sacro fuoco, se sentite che scrivere è davvero quello che volete fare e soprattutto se pensate di poterlo fare bene, allora provo a darvi qualche consiglio e indicazione. Non ricette, non percorsi formativi sicuri, né master garantiti. Solo quello che farei io se dovessi cominciare oggi (ma con il senno di poi). Comincio dalla
formazione. Corsi di specializzazione e master, se è possibile frequentarli, sono utilissimi, ma non considerateli assolutamente indispensabili e non scoraggiatevi se non potete permetterveli. Personalmente sono convinta che il loro valore sia sì nelle informazioni trasmesse, ma soprattutto nel confronto e lo scambio con i docenti e gli altri studenti. Io non ho frequentato nessun master, anzi sono una completa autodidatta… ma forse la mia fortuna è stata proprio quella di aver cominciato in un periodo in cui tutta questa offerta formativa non c’era. Ho dovuto fare affidamento solo su me stessa, e questo sì che è stato terribilmente formativo. Oggi c’è solo l'imbarazzo della scelta: libri, corsi, internet, master, la possibilità di chiedere consigli e lumi a professionisti ed esperti. Tutte cose ottime e utili, ma il rischio è quello di illudersi che basti frequentare e pagare per avere un mestiere in mano. Non è così: il nostro
vero bagaglio professionale, il deposito cui attingiamo nel lavoro, è
costituito da tutto quello che negli anni (fin da piccoli!) abbiamo letto,
visto, ascoltato. Libri, musica, quadri, film, videoclip, città,
paesaggi. Più grande e pieno il deposito, meglio è. Se potete unire a un corso di scrittura professionale anche uno di scrittura creativa, fatelo senz’altro. E leggete, leggete, leggete… cercate i vostri numi tutelari nei grandi scrittori, non nel guru di turno. L’inglese, anche se non è bello come il tedesco o lo spagnolo, deve essere la vostra seconda lingua. Tutto quello che di importante viene pubblicato nel mondo sulla scrittura professionale e la comunicazione, viene pubblicato in inglese. E così per i più importanti siti e liste di discussione: Poynter.org, E-media Tidbits o Clickz devono essere tra le vostre letture quotidiane. Allenatevi alla scrittura già mentre studiate: scrivete lettere, annotate ricordi e impressioni di viaggio, tenete un diario, riscrivete gli appunti universitari, affrontate la tesi di laurea come la prima grande occasione per esprimere le vostre idee attraverso la scrittura (quindi: ricerca originale, fonti dirette, niente “copia e incolla”, grande attenzione alla struttura e all’organizzazione dei contenuti, oltre che allo stile). La scrittura
professionale – per la carta o per il web, non c’è molta differenza -
si impara sul campo, affrontando di volta in volta problemi concreti, con
obiettivi e strumenti di comunicazione diversi. Nessuno vi darà un lavoro
se non avete alcuna esperienza. |
Mentre cominciate, tenete a mente due o tre cose, di cui vi rendereste conto solo dopo alcuni anni. Ma saperle da subito è un bel vantaggio.
E’ tutto. Tutto quello che posso ricavare io dalla mia esperienza diretta, naturalmente. Altri potrebbero darvi delle indicazioni diverse, o aggiungere nuovi suggerimenti, o approfondire aspetti della professione che io non conosco. Non so se con questa
lunga lettera vi ho scoraggiati o rinsaldati nei vostri propositi. Di
sicuro sono stata sincera. In bocca al lupo, per tutto e di tutto cuore! Luisa
Pagina
aggiornata il 2.3.03 ©
1999-2005
Luisa Carrada.
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