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lettereinrete, anzi in blog

 

I blog mi piacciono, mi interessano come strumento e come fenomeno, però devo dire che da quando ne scrivo uno leggo forse un po' meno gli altri... sarà perché ormai sono veramente troppi e il rumore di fondo si fa a volte insopportabile? o che il "rimpallo" di notizie e di link dall'uno all'altro ci fa rifugiare nella nostra nicchia e in quella dei blogger che ci sono più affini per sensibilità e interessi? 
Se in questa pagina, tra i tanti, ne tiro fuori uno e mi intrattengo a chiacchierare con il suo ideatore è soprattutto perché:

1. l'ho "visto" nascere e crescere e ne conosco per così dire il backstage
2. il suo autore lavora due piani sotto di me e ci parlo tutti i giorni di web, blog e altre amenità varie
3. rappresenta un curioso caso di blog tutto testuale in cui l'autore non ha praticamente scritto una riga
4. è una testimonianza continua della nostra inesauribile voglia di scrivere
5. non gli davo un soldo bucato e invece ha avuto successo.

Il blog in questione è Lettereinrete e il suo autore è dasar, tra le cui creature sono da annoverare anche BitaBit e DailyPix.

Come ti è venuta l'idea di Lettereinrete?

Lettereinrete è nato l'8 luglio scorso, ma l'idea era in embrione da tempo. Avevo pronto il Manifesto, che è poi la sceneggiatura di una scenetta di un film di Totò, Miseria e Nobiltà, in cui lui faceva lo scrivano. 
E in effetti l'idea da cui sono partito era proprio quella dello scrivano come il depositario di lettere... nel film Totò tenta di affibbiare al suo "cliente" una lettera precostituita tra le tante che aveva pronte...
Il 10 luglio ho aggiunto la Lettera più famosa, sempre di Totò e Peppino, tratta da Totò, Peppino e la malafemmina.
Ho quindi aperto il blog, ho scritto il sottotitolo - che ne spiega il tema e gli obiettivi -, e ho cominciato a invitare una serie di persone a scrivere direttamente le loro lettere. Persone scelte all'interno della community di Splinder osservando come e cosa scrivevano sui loro blog.

...già, ma perché proprio le lettere?

Avevo partecipato in passato a blog collettivi, ma regolarmente gli esperimenti si esaurivano per vari motivi. Ho così pensato a un tema che avesse una valenza per ciascuno di noi, sul quale l'interesse potesse catalizzarsi e durare... così ho pensato alle lettere, che tra l’altro richiedono un po’ di impegno, cioè l’espressione di un interesse attivo e non pro-forma all’iniziativa.

Qual è stata la risposta da parte delle persone invitate?

Altissima e sorprendente, direi. Delle seicento persone invitate, circa trecento hanno inviato una o più lettere. Molte hanno un loro blog, altre non lo hanno e così utilizzano questo spazio collettivo per scrivere e inviare le loro lettere.

Quante lettere ci sono oggi in questa strana cassetta di posta?

Oltre cinquecento, di cui almeno trecento sono lettere "vere", originali, perché poi ci sono anche saluti o lettere famose - come l'ultima di Aldo Moro a sua moglie -, o pezzi di fantasia.

A chi scrivono le persone?

Secondo me la maggioranza scrive a se stesso, facendo però finta di scrivere a qualcun altro: all'amico perduto, all'amante fuggito, alla fidanzata con cui si è passato un bel momento, ai genitori cui si rimpiange di non aver detto delle cose importanti, al datore di lavoro che ci ha appena licenziato, alla giovinezza "con cui non ci si sente da tanto tempo", a uomini politici come Andreotti. Ma ci sono anche dei bellissimi pezzi di fantasia come quelli di operaomnia, o lettere tratte da epistolari famosi.
Alcune di quelle che mi hanno colpito di più sono "in evidenza", nell'indice di destra.

I visitatori di Lettereinrete vengono sul blog anche per leggere le lettere degli altri?

Sicuramente, dato il numero delle visite, che è di circa 150 al giorno, con punte in mezzo alla settimana. Invece nel weekend scendono le visite, ma aumentano notevolmente le lettere inviate. 
Anche i commenti indicano che le persone leggono con interesse le lettere degli altri, aggiungono le loro osservazioni, condividono, sottoscrivono, dissentono.

Dalle lettere di perfetti sconosciuti ti fai un'idea delle persone?

Più che delle persone, di cui a volte è difficile capire persino il sesso, mi faccio un'idea delle situazioni che vivono e delle emozioni che le muovono.
Situazioni che potrebbero diventare delle storie, incipit da cui altri potrebbero continuare a scrivere...

E' veramente curioso... solo dieci anni fa di fronte all'avanzata della posta elettronica si piangeva la fine delle lettere e degli epistolari, persino della memoria. Internet invece sembra aver moltiplicato la parola scritta e rivelato un bisogno di esprimersi e comunicare che a volte sembra persino patologico.
Ma come sono scritte queste lettere del 2003?

La maggior parte sono lettere lunghe, concepite in maniera molto classica e tradizionale, che non hanno nulla dello stile, della fretta e delle abbreviazioni di email o sms.
Fatte le dovute differenze, sono più vicine alle lettere del secolo scorso che alle email di oggi.
Sono spesso lettere meditate, pensate, a volte molto impegnative anche in termini di tempo.

Non ti colpisce che con tutte le occasioni di esposizione mediatica che ci sono oggi, tante persone scelgano di mettersi a scrivere a casa loro, in solitudine, per un'ora o due, una lettera praticamente anonima che "imbucheranno" nella rete?

Evidentemente Lettereinrete ha intercettato proprio il bisogno di queste persone. Che hanno voglia di comunicare, anche con se stesse, ma non di esporsi.
Direi anzi che l'anonimato sembra aiutarle. E' il caso di persone che hanno un loro blog, ma che lasciano su Lettereinrete lettere scritte con uno stile completamente diverso.
E' altrettanto significativo il fatto che miei amici e conoscenti che ho invitato a scrivere non solo non hanno scritto nulla, ma nemmeno risposto.
Lettereinrete sembra quasi rappresentare uno spazio neutro, tranquillo, in cui scrivere sinceramente e liberamente perché non si viene riconosciuti.

Forse c'entra qualcosa anche la tua grafica così tranquilla e sobria, che invita un po' alla riflessione e a parole pacate e non gridate... A proposito, tu che ti muovi tra le parole e le immagini, non pensi che sul web l'ambiente visivo influenzi molto, anche se implicitamente, lo stile della scrittura?

Sicuramente. Su Lettereinrete i toni prevalenti sono quelli del grigio, con un fondo quadrettato che ricorda i quaderni di una volta, ed è un effetto voluto.
Chi scrive inserisce direttamente il suo testo e io posso controllarne l'aspetto solo a posteriori. Be', devo dire che rarissimamente ho dovuto invitare a usare font più adatti o ad abbassare i toni "visivi", togliendo corpi enormi, colori insopportabili o mille punti esclamativi.
Lo stesso con i temi e lo stile: tutti capiscono che si tratta di un blog di lettere, non di annunci e messaggi che praticamente nessuno invia.

Dopo le lettere, qualche altro esperimento di blog collettivo?

Forse, i sogni. Che hanno una valenza universale e appartengono al vissuto di ognuno di noi, come le lettere.

Come si fa a inviare una lettera? Bisogna necessariamente avere un blog su Splinder?

No, un blog no, solo un'identità. Comunque tutte le indicazioni sono sul blog, nell'indice di destra, sotto la voce "Inviti e note".


Dario Sartini ama farsi chiamare dasar in rete.
E' un quarantenne (e oltre) che vive e lavora a Roma in una grande azienda di informatica. La stessa di Luisa.
Le esperienze di ricerca universitaria gli hanno lasciato grandi curiosità e un occhio disincantato sui fenomeni della rete.
Al lavoro ha avuto qualche occasione di annoiarsi ma ha fatto anche diverse e interessanti esperienze tecniche e manageriali.
Gli piace viaggiare, leggere e disegnare.
I suoi interessi finiscono inevitabilmente per riflettersi nei suoi blog.


PS Questo disegno dasar l'ha costruito sugli appunti che ho buttato giù mentre ci facevamo questa chiacchierata.


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Pagina aggiornata il 13.11.03

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