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appunti
A lezione di business writing con Dante e Totò
Ho letto le bozze di Business writing. Scrivere nell’era di Internet di Alessandro Lucchini quasi un anno fa, sotto il sole primaverile di una spiaggia toscana. Dovevo fare un buffo effetto ai miei vicini di ombrellone: ho letto ininterrottamente per ore, con una matita in mano, un’aria divertita e compiaciuta, una risata irrefrenabile ogni tanto.
Business writing. Scrivere nell’era
di Internet è ora in
libreria, pubblicato da Sperling & Kupfer (26.000 lire). Non
lasciatevi ingannare dalla copertina un po’ tecnologica, né dal fatto
che in molte librerie lo trovate nella sezione Management (sicuramente per
colpa di quel "business" nel titolo). E’ un manuale sì, ma
assolutamente fuori del comune. Rivolto a tutti, perché nella società
dell’informazione e di Internet "siamo tutti business writer". La scommessa del libro è quella di
coniugare il meglio di due modelli di scrittura professionale: quello
americano, della scrittura breve ed efficace, molto pragmatico, regolato
da tanta manualistica e proprio per questo ad alto rischio di
superficialità e semplificazione; quello europeo (ma mi viene da dire
"mediterraneo"), più dispersivo e anarchico ma nutrito da una
cultura filosofica e letteraria più profonda, un patrimonio che fornisce
allo scrittore professionale mille spunti, idee e soluzioni. Con l’aiuto di tanti illustri testimonial, delle epoche più diverse, Alessandro Lucchini ci convince, capitolo dopo capitolo, che la scrittura non è il misterioso prodotto dell’ispirazione, ma un processo che si può imparare, anche divertendosi. Dalle tecniche per produrre e organizzare le idee ai consigli per strutturare il testo, dalla scrittura chiara ed efficace alle questioni di stile, in un percorso che tra un brano di letteratura e una lettera aziendale ci insegna ad affrontare i problemi pratici e quotidiani della scrittura di lavoro. Per esempio: superare il blocco della pagina bianca, fare l’editing di un testo, dare le cattive notizie, evitare le frasi fatte, scrivere per convincere, usare la punteggiatura, essere brevi.
Business writing
non è un manuale da consultare in cerca di soluzioni precostituite o
di facili ricette. Come scrive l’autore, si può anche gustare come uno
spiedino, boccone per boccone, ma io vi consiglio di leggerlo (almeno la
prima volta) dall’inizio alla fine, perché prende come un romanzo. E
proprio i romanzi sono i libri che Lucchini ci esorta a leggere per
migliorare la nostra scrittura di lavoro: "mettere dentro per poi
tirare fuori" è il titolo del capitolo che chiude il percorso sul
business writing, un invito a fermare i tempi frenetici della nostra
quotidianità per immergerci nei mondi narrativi dei grandi scrittori. P.S. Faccio tesoro di uno dei consigli del libro, ovvero attirare l’attenzione del lettore con il post scriptum. L’ultima sezione è dedicata alla scrittura per il web: una lunga carrellata di opinioni, testimonianze ed esperienze di professionisti che hanno fatto della comunicazione online il loro lavoro quotidiano. L'introduzione e l'indice del libro. Alessandro Lucchini Sui libri utili allo scrittore professionale, sia off che online, sul MdS leggi anche: Lo
scaffale del copy
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