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scrivere per il web partiamo
dai dipendenti per arrivare alle persone [Il mondo
delle intranet è tra i più misteriosi e da tempo volevo proporvi un
case study concreto. Finché non mi sono resa conto che uno bellissimo
lo avevo in casa, o meglio, tra i miei vicini di casa, dentro il gruppo
Telecom Italia. Un
laboratorio permanente L'intranet
di Domestic Wireline ha dei numeri, direi, impressionanti: l'utenza target è di circa
54.000 persone, tutta la popolazione operante nella telefonia fissa di
Telecom Italia. Aggiungo che sono visitatori molto disomogenei tra loro quanto a dotazioni hardware e software, abitudini di navigazione, apertura culturale verso le nuove tecnologie, vincoli tecnologici e organizzativi. Per non parlare delle esigenze. E' ovvio che questi numeri e queste caratteristiche fanno dell'intranet un laboratorio permanente, in continua evoluzione: credo che non passi giorno senza che si debba inventare qualcosa, senza che ci sia un nuovo problema cui non avevamo pensato, una nuova soluzione da escogitare.
Tanti contenuti, un unico stile La
scommessa è unire la grande eterogeneità dei contenuti sotto un unico
cappello, sia stilistico sia, soprattutto, di approccio: gli utenti non
sono mai destinatari passivi.
Quando siamo partiti avevamo solo un paio di idee "forti", concentrate più che altro sui servizi e la community, sul fare parlare centro e periferia, sul fare partecipare tutti. Più che idee erano schemi di lavoro, abbozzi progettuali: le altre idee, gli altri contenuti, si sono aggiunti man mano che procedevamo. Non
potevamo chiarire a noi stessi tutti i dettagli: avremmo allungato a
dismisura i tempi progettuali, ma soprattutto avremmo commesso un errore,
se così posso dire, "epistemologico": non si può pensare di
dominare verticalmente una massa così vasta di approcci, esigenze, dati,
famiglie professionali. Ma
il problema non è mai questo: nella mia esperienza professionale ho visto
molti progetti partire con documentazioni chilometriche e arenarsi prima
ancora di arrivare alla "fase 1" perché nel frattempo lo scenario era
cambiato. |
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Rompere le barriere, allargare i confini Utility,
documentazione, organigrammi, servizi... ma anche libri e cucina. Sulla
nostra internet si parla di tutto. Negli articoli, nei sondaggi, nei
forum. L'approccio prevalente sulle intranet ha sempre privilegiato, in maniera un po' "bacchettona", l’aspetto meramente operativo, documentale, applicativo. A questo aggiungerei che generalmente la responsabilità dei contenuti è sempre stata lasciata nelle mani dei vari responsabili dei sistemi informativi: il risultato era semplicemente noioso. A cosa serve una intranet se nessuno ci va? Se l’impressione generale alla fine è quella di un complicato congegno dove "non si trova niente" o si trovano "le solite cose"? Noi volevamo fare qualcosa di diverso: siamo partiti dall’idea che l’azienda sia una "community naturale". Non solo. All’interno dei questa community ci sono tante "sottotribù" (venditori, tecnici, motociclisti, buongustai, critici teatrali, giornalisti in erba, musicisti…). Le persone hanno capito e oggi mandano le loro recensioni, scrivono messaggi nei forum, postano le loro esigenze, dialogano tra loro, ci criticano, si criticano. In tutto questo possono riuscire ad apprezzare anche la notizia sulla nuova offerta di Telecom o sul nuovo progetto organizzativo. Non ci devono essere confini: partiamo dai dipendenti per arrivare alle persone. Recentemente
abbiamo realizzato una cosa unica, credo, in Italia: un brainstorming
collettivo per il personale della Rete (circa 35.000 persone), le
quali hanno dialogato tra loro e con i massimi dirigenti della Funzione in
un forum dedicato: il risultato è stato entusiasmante, per noi e per
loro.
La newsletter settimanale per arrivare a tutti Ogni
settimana i colleghi vengono informati delle novità attraverso la
newsletter, cui ci si iscrive volontariamente. E’ un semplice fatto di marketing: chi ha detto che una intranet sia esente dai principi che valgono su internet? La mail è uno strumento come altri, si tratta anche in questo caso di usarlo in modo intelligente. A volte, se pubblichiamo una notizia che secondo noi tutto il Customer Care dovrebbe leggere, associamo la pubblicazione ad una mail a tutto il personale del Customer Care. E’ uno strumento di comunicazione in più, e non vogliamo farci mancare nulla. La newsletter
è un’evoluzione di questo principio, a cui si aggiunge, direi, il
fattore community: Volete partecipare? Volete essere sempre informati?
Iscrivetevi alla newsletter. Per e-mail possiamo stabilire un contatto alternativo, lanciare campagne solo per abbonati, fidelizzare i nostri clienti. Il mese scorso abbiamo fatto scaricare, solo agli abbonati alla newsletter, il ricettario 2001-2002 con tutti i piatti mandati dai colleghi nel corso di un anno. E’ stata una cosa molto carina. E’ una strategia one-to-one, non invasiva, comoda, simpatica, e anche "cool". Sul MdS, sul tema Intranet leggi anche: Scrivere
per un'intranet Giacomo
Mason è nato a Sarzana (SP) 36 anni fa, ha vissuto a
Milano la maggior parte della sua esistenza, da due anni vive e lavora a
Roma.
Pagina aggiornata il
22.12.02 |