al lavoro!

il comunicato stampa politico

di Massimiliano Frascino

 

Cattiva politica o comunicata male?
Parlare a nuora perché suocera intenda
Comunicati brevi, diretti .... e con qualche slogan
Aiutate il cronista
Stampa e TV, esigenze diverse
Non tutti i giorni sono uguali
Trucchi del mestiere

 

Cattiva politica o comunicata male?
I partiti tradizionali, una forza politica movimentista, un comitato spontaneo di cittadini o un’associazione, non esistono se non riescono ad avere accesso ai mezzi d’informazione. La visibilità pubblica è la precondizione per giocare un ruolo e attrarre consenso.

In ambito locale - quello in cui io opero - le risorse economiche sono limitate e i consulenti d’immagine un esotico sogno nel cassetto, ma la capacità di saper comunicare un messaggio ai cittadini-elettori ha la stessa importanza che può avere sul piano nazionale.

I media cui i politici si rivolgono sono ancora, in larghissima parte, televisioni e giornali. E il metodo più utilizzato è sempre quello del comunicato stampa. Questo avviene perché i mezzi a disposizione dei media locali sono limitati, e perché cronaca, informazioni di servizio e sport prevalgono massicciamente su tutti gli altri contenuti informativi.

Parlare a nuora perché suocera intenda
Al comunicato stampa - in politica - si può ricorrere per più motivi:

per parlare ai potenziali elettori

per parlare agli aderenti al proprio gruppo politico

per inviare messaggi cifrati ai gruppi dirigenti del proprio partito

per comunicare con i vertici delle istituzioni o delle organizzazioni di categoria

per interloquire a distanza con i propri alleati politici

per attaccare i propri avversari politici.

La comunicazione politica risponde quindi a più esigenze, in funzione delle quali occorre calibrare il messaggio. Messaggio che alcune volte deve essere chiaro e comprensibile, altre deve essere mediato e possibilmente allusivo. Di solito, per quanto le formule risultino ostiche e vacue, ogni comunicato ha una motivazione specifica che lo giustifica, a prescindere dal fatto che sia ben confezionato o meno.

Comunicati brevi, diretti .... e con qualche slogan
Nel redigere un comunicato stampa, occorre tenere conto di alcune regole che aiutano a far arrivare a destinazione il messaggio:

I comunicati hanno una dimensione standard: una cartella dattiloscritta, che corrisponde a 1800 battute (spazi, punteggiatura e parole comprese), cioè 30 righe di 60 battute l’una.

Il concetto che ci preme deve essere chiaramente leggibile dall’interlocutore cui è diretto. In quest’ottica, se l’obiettivo è generare incertezza, insinuare un dubbio e di conseguenza provocare disorientamento in un avversario politico, occorre che egli capisca chiaramente che esistono più sviluppi possibili di una determinata situazione, e che questi scenari siano credibili.

Ripetere due volte il concetto: all’inizio del comunicato – possibilmente in forma di slogan e che favorisca l’immediata e intuitiva comprensione – e successivamente in forma più articolata e argomentata. E’ anche utile chiudere il comunicato con una frase a effetto.

Al lettore o al telespettatore è importante comunicare continuità e coerenza del progetto politico. Per questo, al di là della contingenza, è importante insistere su concetti di fondo qualificanti. E’ quindi utile inserire slogan, aggettivi o parole chiave, che diano la possibilità a chi legge di riconoscere quella posizione nel contesto di una visione più ampia.

Aiutate il cronista
Costruire il messaggio con frasi brevi o comunque con frasi comprensibili e ben concatenate fra loro. Più il messaggio è chiaro, meno si rischia che esso sia snaturato quando il redattore lo taglierà per inserirlo nel proprio articolo, o servizio televisivo. I giornalisti che masticano di politica sono pochi; alcuni sono anche pigri. La prima sfida è far comprendere ciò che si vuole comunicare al giornalista che costruirà il suo pezzo sul nostro comunicato stampa. Se poi il comunicato sarà proposto in maniera da poterlo tagliare pochissimo, e da confezionare un pezzo aggiungendovi solo una premessa e qualche frase di cucitura, allora ci assicureremo la gratitudine del redattore. 

Stampa e TV, esigenze diverse
Di solito bisognerebbe scrivere due comunicati sullo stesso argomento: uno per i giornali, l’altro per le televisioni (o le radio). In quest’ultimo caso il comunicato deve essere scritto per lo speaker che lo leggerà. Il tempo standard dedicato alla lettura di un comunicato stampa è di 1 minuto – 1 minuto e mezzo (esagerando 2). Le frasi, brevissime; aggettivi sostantivi e verbi, i più comuni e comprensibili. Discorso diretto, senza riportare opinioni altrui a convalidare il proprio ragionamento.

Non tutti i giorni sono uguali
Avere accesso ai mass media è importante. Quindi occorre capire quando è più facile garantirsi uno spazio:

La prima regola è quella della polemica. Qualche volta i politici non sono polemici per vocazione, ma per necessità. Se si attacca personalmente qualcuno, o comunque una decisione, rivelando magari il retroscena, aumenta la possibilità di ottenere spazio. Ma attenzione: le polemiche infinite stancano l’uditorio, e si rischia di passare per prevenuti o incontentabili, e quindi poco credibili. Chi agisce per creare consenso non può permettersi di tirare troppo la corda.

Le giornate migliori per avere spazio sono i weekend, il lunedì (quando tutte le redazioni lavorano allo sport, è comodo trovarsi un comunicato bello e pronto da mettere in cronaca), le feste comandate (quando non succede niente di eclatante). Nei weekend si comprano inoltre più giornali.

Si ha più possibilità di essere pubblicati se il contenuto del nostro intervento è ricollegabile a uno dei tormentoni nazionali in quel momento in agenda (es. legge finanziaria, tasse, sicurezza metropolitana, esami scolastici, baby-gang, eccetera).

I comunicati, a meno che non riguardino notizie clamorose, devono arrivare nelle redazioni al massimo nel primo pomeriggio, così possono essere messi in pagina per il giorno dopo.

Le prese di posizione in politica devono essere tempestive. Esprimere il proprio punto di vista in tempi sfalsati rispetto all’attualità, ti relega in una breve o in un trafiletto. 

Trucchi del mestiere
Certe notizie sono "noiose": per esempio i resoconti di congressi e convegni. Quindi è utile costruire il comunicato stampa come un articolo, riportando fra virgolette gli interventi più significativi. Così, probabilmente, il comunicato sarà inserito integralmente in pagina, risparmiando al redattore l’esegesi del testo (captatio benevolentiae del redattore) e assicurandoci la pubblicazione di ciò che ci interessa.
Ricordate che spesso in politica si usa mettere in bocca all’avversario parole che non ha detto, sfruttando le ambiguità insite nelle sue dichiarazioni. Se il significato attribuito a quelle parole è credibile nel contesto dato, l’avversario politico sarà costretto a mettersi sulla difensiva e ricorrere a precisazioni. Quando si scrive un comunicato stampa, bisogna tenere conto di questo, ed evitare di incorrere nell’errore di prestare il fianco.
Meno riferimenti a leggi, regolamenti e parole in gergo tecnico ci sono e meglio è. Utili sono le parole evocative e oramai diffuse nel gergo dei mass media, standardizzato e conosciuto da tutti (es. inciucio, stangata, balena bianca, eccetera).

 

Sui comunicati stampa leggi anche:
Il comunicato stampa
L'ufficio stampa online


Massimiliano Frascino vive e lavora a Grosseto. Laureato in Scienze Politiche, collabora con quotidiani, periodici e televisioni locali. Cura inoltre diversi uffici stampa ed è consigliere comunale nella sua città.


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Pagina aggiornata il 16.4.00
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