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scrivere per il web
piccole cose che contano
Sul grande Web le piccole cose contano
molto. Comunque molto più che sulla carta stampata e molto più di quanto
non pensiate. Potete dedicare tutta l’attenzione che volete ai vostri
testi, ma se trascurate le poche parole davvero cruciali, anche
quelle nascoste nel codice HTML, è l’intero sito ad essere compromesso.
Jakob Nielsen chiama microcontent questi brevi e preziosi testi e
li definisce "perle di chiarezza": 40-60 caratteri al massimo
che devono contenere, far assaporare e pregustare il "macrocontent"
di intere pagine o di un intero sito. Non solo, è grazie a loro che il
lettore può cogliere con un solo sguardo, anche senza una lettura approfondita, il contenuto o il tema di una determinata
pagina.
Queste le
principali categorie di microcontent:
In un libro o sulle pagine dei giornali,
titoli, sottotitoli e didascalie sono sempre inseriti in un contesto
chiuso, delimitato e organizzato: la pagina, il capitolo, il libro. Il
titolo del capitolo è subito sopra il testo, la didascalia accanto alla
fotografia, il titolo sulla copertina.
Sul Web non è così: ogni pagina, ogni porzione di schermo è
potenzialmente autonoma rispetto a tutto ciò che viene prima o dopo. Su
una pagina web si può arrivare in mille modi diversi e da qualsiasi parte
si arrivi, la pagina deve parlare di sé e raccontare qualcosa dell’intero
web cui appartiene.
Ogni pagina web deve quindi poter funzionare
"fuori contesto": le pagine possono venire copiate, modificate,
messe in un contesto completamente diverso.
Aggiungete a tutto questo le particolari modalità
di lettura di una pagina web e la nota impazienza dei navigatori, che
vogliono avere le loro informazioni e garanzie prima di passare ad una
nuova pagina.
Per questo i testi "di servizio" sono così importanti: devono
incuriosire, indirizzare e al tempo stesso informare.
Qualche consiglio: dal
generale …….
-
concepite
sempre i microcontent come abstract condensati del macrocontent: non
titoli semplicemente carini o accattivanti, ma veri concentrati
di contenuto
-
non usate titoli
criptici o teaser, che funzionano nella pubblicità o nella
stampa, dove si può voltare pagina per leggere l’articolo, ma non
sul web, dove c’è un’altra intera pagina da scaricare senza
sapere cosa effettivamente si troverà
-
siate brevi!
tagliate finché non giungete al limite della comprensibilità: solo
allora fermatevi
-
fate sempre un
test finale, preferibilmente con un amico o un collega: stampate una
singola pagina del sito ed esaminate i singoli microcontent: a quale
"macrocontent" fanno pensare?
- non abbondate con i microcontent: la
loro funzione è di chiarire e indirizzare, come per i segnali
stradali. Se esagerate riuscirete soltanto a disorientare il lettore.
...... al particolare
titolo del sito
Il titolo del sito è importante
quanto quello di un libro. Titoli generici come "Pagina personale di
Pinco Pallino" o anche solo il nome dell’azienda funzionano sempre
meno perché non dicono nulla al navigatore sull’obiettivo del sito. Nel
primo caso si pensa subito a una noiosa lista di hobby, interessi, link,
foto da piccoli; nel secondo a una brochure online (è per questo che
molte aziende mettono anche il loro pay-off sulla home page, tanto da
farne quasi un titolo).
Così come titolo e copertina sono decisivi per l’acquisto di un libro,
così lo sono titolo e home page per la visita di un sito.
nome
del dominio
E’ il vostro indirizzo: più è
semplice, diretto e chiaro, prima vi troveranno all’interno del sempre
più grande e caotico WWW. Non fatevi allettare troppo dalle mille offerte
di hosting gratuito per il vostro sito: il prezzo da pagare è sempre la
rinuncia al vostro personale indirizzo a favore di un complicato, lungo e
tortuoso indirizzo imposto dal vostro benefattore.
Avere il vostro personale indirizzo è importante per essere ricordati e
trovati, ma diventa essenziale se attraverso il sito volete far conoscere
la vostra attività o offrire i vostri servizi.
L’investimento è minimo: io ho pagato solo 70 dollari per il mio www.mestierediscrivere.com
in esclusiva per due anni. Rivolgetevi online ad Internic, l’ente
americano che assegna i domini. Se invece volete assolutamente un .it,
allora dovete rivolgervi alla Registration
Authority italiana, ma è tutto molto più lungo, costoso e
complicato.
Naturalmente concentrate anche nel nome del dominio l’obiettivo del
sito: tagliate tutti gli articoli,
optate per il semplice nome se si tratta di un’azienda o di una rivista,
non scegliete il vostro se siete un illustre sconosciuto.
titolo e sottotitoli
della pagina
Il titolo deve riferirsi all’intero
contenuto della pagina e deve essere ben visibile senza che sia necessario
scrollare. Il punto migliore è quindi in testa.
I sottotitoli si riferiscono in genere ai singoli paragrafi. Fatene
abbondante uso: sul Web nessuno ama scrollare un testo lungo e tutto
uguale; spezzatelo quindi in tanti blocchetti opportunamente titolati.
indici all’interno
della pagina
Quando il testo della pagina è
lungo, potete mettere in testa l’indice dei paragrafi con un link
diretto al paragrafo. L’indice è particolarmente adatto ai siti in cui
il testo prevale nettamente sulla grafica. Per questo "Il mestiere di
scrivere" ne è pieno.
Il vantaggio è di dare immediatamente il contenuto, ben articolato, già
mentre la pagina inizia a scaricarsi.
link sulla barra di
navigazione
Sono i link sempre presenti su
ogni pagina, quelli che fanno da bussola. In questo sito sono quelli dell’indice
in alto a sinistra.
Per non occupare spazio sulla pagina devono essere brevissimi, al massimo
due parole, che spesso sono anche troppe.
In questo, gli scrittori online del mondo anglosassone hanno vita più facile: le
parole della lingua inglese sono mediamente più brevi, le frasi spesso
non hanno bisogno di mille articoli e preposizioni per funzionare. Per noi è
invece un po' più difficile, a meno che non
facciamo una barra di navigazione tutta in inglese.
In questo sito, per esempio...
La redazione dei link di navigazione mi
ha richiesto un lungo lavoro di limatura: "al lavoro!"
soprattutto è il frutto di molti tentativi e ripensamenti. Non volevo che il
menu fosse tutto in inglese (in questo caso me la sarei cavata con un
semplice "tips"): che figura avrei fatto con i miei futuri
lettori? Un sito italiano sulla scrittura con un menu in inglese?
Impensabile.
"Consigli pratici"? Troppo lungo. "Cassetta degli
attrezzi"? Idem e anche peggio. Allora la punteggiatura mi ha
soccorso: "al lavoro!" con un bel punto esclamativo acquistava
una dinamicità che sottintendeva tante altre cose.
Anche "caro visitatore" è un po’ lungo, ma ci tenevo a
mantenere il tono epistolare e l’incipit di una lettera.
Quanto a links, mi è sembrato che ormai facesse parte della lingua universale
di Internet, proprio come sitemap, quindi non mi sono eccessivamente
preoccupata.
link
Se volete che il navigatore ci
clicchi sopra, i vostri link devono essere informativi al massimo e far
capire che cosa c’è oltre.
Se il link è inserito nel testo,
potete dare le informazioni all’interno del testo stesso (per esempio: sul sito
della società americana Internic potete controllare se il
nome di dominio che avete scelto è ancora disponibile ed eventualmente
prenotarlo online); se invece fa parte di un elenco di link, una riga di
approfondimento o di recensione è sempre gradita.
Per i link evitate comunque e sempre i termini generici: "clicca
qui", "back", "avanti", "per saperne di più" e via
dicendo.
caption
Un uso moderato delle caption può aiutarvi parecchio a
focalizzare i vostri messaggi e quindi aiutare il lettore nella
comprensione. Una caption infatti:
1. in controtesto o in colore, spezza
la monotonia del testo tutto di seguito e attira immediatamente lo sguardo
2. può sintetizzare in una sola frase
il messaggio più importante
3. può fornire informazioni di
approfondimento, per esempio indicazioni bibliografiche o link.
In questo sito ho fatto uso di caption nella pagina dedicata al Cluetrain Manifesto, dove le caption riportano le
tesi più importanti.
title tag
E' il prezioso testo contenuto tra i tag <title> nel codice HTML
all'inizio della pagina. Prezioso perché è ciò che appare ai
vostri lettori quando vogliono mettere la pagina tra i preferiti ed
è anche catturato e mostrato nei risultati di alcuni motori di ricerca.
Il title tag deve essere molto specifico e riferirsi al contenuto di
"quella" pagina; quindi non fateli cominciare tutti nella stessa
maniera. Casomai, prima il particolare, poi il generale (per questa pagina
"Microcontent - Il mestiere di scrivere".
meta tag
Anche i meta tag sono nascosti nel vostro codice HTLM, subito dopo il
title tag. Ecco quelli di questa pagina:
<meta NAME="DESCRIPTION" CONTENT="Piccole cose che contano: sul Web attenzione ai
"piccoli testi cruciali: spesso contano più di intere pagine">
<meta NAME="KEYWORDS" CONTENT="microcontent,
editing, copywriting, scrittura online, scrivere, scrivere per il web,
copyediting, comunicazione, ipertesto">
Il tag "description" appare come abstract del sito in alcuni
motori di ricerca, per esempio Altavista, mentre le "keywords"
sono essenziali ai fini della posizionamento del sito nei risultati dei
motori. Quindi studiatele molto bene e mettetele in ordine a partire da quelle
più caratterizzanti e distintive.
Dovete mettere e perfezionare tutti i tag del codice
HTML prima di sottoporre il sito ai motori di ricerca. Una volta
"catturate", le pagine rimangono invariate per mesi e mesi e non
avrete la possibilità di cambiarle.
alt text
E' il breve testo che appare quando si passa il mouse su un'immagine e
che prende il posto dell'immagine se questa non viene scaricata. Deve essere
breve - 40 caratteri al massimo -, informativo e depurato dalle informazioni
sulle dimensioni
dell'immagine. Utilissimo per tutte le immagini che trasmettono delle
informazioni, potete farne a meno per gli elementi decorativi.
Nel codice HTML l'alt text appare così:
<img
src="appunti.gif" border="0" WIDTH="87" HEIGHT="18" alt="appunti">
Per creare automaticamente meta tag e alt text,
andate sul sito di The
Cozy Cabin.

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