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al
lavoro!
prendere appunti
Può sembrare
paradossale, ma per lo scrittore professionale, la scrittura vera e
propria, cioè la fase di redazione del testo, è a volte la meno
importante. O meglio, è quella che può prendere meno tempo. Le persone sono infatti una delle nostre fonti principali:
Soprattutto nelle aziende, il business writer attinge i suoi contenuti da qualcuno che parla più che da documenti preesistenti. Altrimenti sarebbe un semplice editor. Per quanto mi riguarda, trovo che poter elaborare per prima i testi su un nuovo prodotto o un progetto sia una gran fortuna. Perché cerco di scriverli da subito con uno stile comunicativo e con l’obiettivo della divulgazione. Ritradurre da documenti scritti in corporatese puro sarebbe molto più difficile, lungo e meno divertente. Per questo, quando posso, cerco di rifarmi sempre alla fonte primaria. Nonostante tutti i
supporti tecnologici di cui disponiamo – dal portatile al palmare, al
registratore – il modo migliore di prendere appunti è sempre la
scrittura a mano. Perché ci costringe ad ascoltare in maniera mirata, ad
elaborare mentre ascoltiamo e, quindi, a imparare velocemente. Ecco qualche consiglio molto pratico per prendere appunti, tratti dalla mia esperienza quotidiana di lavoro: 1. Ascoltare quando si è già in parte preparati sull’argomento ci avvantaggia sicuramente. Ci fa capire il contesto e inquadrare meglio ciò che viene detto. Quindi, se ne abbiamo la possibilità, documentiamoci prima, sia sul tema che verrà affrontato, sia sulla persona che ne parlerà. 2. L’attrezzatura
è importante. Nelle riunioni vi daranno sempre un blocco formato A4, che
va benissimo. 3.
Quando si prendono appunti, la
difficoltà principale sta nel mantenere l’equilibrio tra l’ascolto
e la scrittura. Bisogna fare tutte e due le cose insieme e questo lo
si impara solo esercitandosi molto. 4. Le
nostre note dovranno quindi essere brevi, ma chiarissime.
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5. Appuntiamoci sempre "chi ha detto cosa". Che una certa opinione l’abbia espressa l’amministratore delegato piuttosto che un normale collega fa una bella differenza. 6. Cerchiamo
di distinguere tra ciò che ascoltiamo e le idee che man mano ci
vengono in mente (mettendole per esempio tra parentesi quadre o
scrivendole con la penna di un altro colore). 8. Oggi la stenografia non la studia quasi più nessuno, ma prendere appunti ci obbliga comunque a elaborare un sistema di simboli e abbreviazioni, che può essere anche molto personale. Per esempio:
9. Attenzione invece a trascrivere bene: citazioni, cifre, nomi, date, indirizzi web o bibliografia. 10. Non tutti i passaggi sono ugualmente importanti: se l’oratore fa delle digressioni, concentratevi su quanto avete appena ascoltato e perfezionate gli appunti appena presi.Focalizzate invece l’attenzione quando l’oratore: tira le fila, inizia le sue frasi con "quindi" o "riassumendo", annuncia le conclusioni. L’attenzione ai passaggi chiave è essenziale soprattutto nei discorsi di tipo argomentativo (che cioè hanno l'obiettivo di dimostrare una tesi). 11. Altre
volte si è aiutati dal fatto che l’oratore anticipa quello che dirà,
lo annuncia o, più spesso, lo enumera: "ci sono almeno 5 ragioni
per le quali rischiamo di uscire dal mercato" … e voi cominciate il
vostro elenco. 12.12. A discorso finito scorrete i vostri punti interrogativi. Se ne avete la possibilità, fatevi chiarire quanto non avete capito, chiedete ulteriori informazioni e spiegazioni. 13 13. Può darsi che i vostri appunti siano chiari e perfetti, allora sistemateli nel famoso quaderno ad anelli. Se invece sentite il bisogno di risistemarli, fatelo subito, a caldo. Solo così vi sarà possibile ricostruire il contesto con le parole dell’oratore ancora in mente. E in questo caso, riscrivete con il computer, così da poter poi condividere gli appunti anche con i vostri colleghi.
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aggiornata il 18.11.01 ©
1999-2005
Luisa Carrada.
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