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al
lavoro!
scrivere un progetto
di comunicazione
di
Chiara Di Loreto
Se lavorate in un'agenzia,
scrivere un progetto di comunicazione vuol dire mettere su carta
le idee che volete offrire al vostro cliente, per poi realizzarle.
Può essere un incubo per qualsiasi account, ma se ne avete gią
scritto
più di uno sapete che ci sono delle regole fisse che,
se rispettate, vi possono togliere da certi impicci.
Ho cercato di riportare alcune regole comuni a diversi progetti di comunicazione.
Sono per forza di cose molto generali, per cui non prendetele alla
lettera, ma consideratele uno spunto, se siete alla vostra prima volta
e non sapete bene dove mettere le mani.
Nelle agenzie di
comunicazione il progetto è il documento che l'account manager
scrive dopo aver incontrato il cliente, scritto il brief, fatto
una riunione con il team di creativi per decidere il da farsi.
Dopodiché i creativi sviluppano le loro proposte creative e voi
fate il vostro lavoro, cioè scrivete un documento che illustri,
spieghi, sintetizzi e motivi le proposte dell'agenzia.
Fase
1: conoscere il metodo
Fase
2: il benchmarking
Fase 3: la scaletta
Fase
4: la forma
Fase 5: la presentazione
Fase
1: conoscere il metodo
Se siete appena arrivati, sappiate che ogni agenzia lavora diversamente,
ed è sempre utile capire il metodo di lavoro della vostra prima
di procedere autonomamente. Naturalmente bisogna imparare il metodo
vincente, quindi la prima cosa da fare è farvi mostrare qualche
progetto passato, in particolare:
- progetti che
hanno partecipato a gare che l'agenzia ha vinto
- progetti per
grandi clienti (anche
se non hanno vinto, è probabile che siano quelli fatti meglio,
perché le agenzie ci mettono tutta la bravura quando il cliente
è grande e ha un budget importante).
Confrontate il progetto
iniziale con il risultato finale. Ovvero: guardate quale era l'idea
iniziale dell'agenzia stesa nel documento e confrontate il lavoro prodotto
(la campagna stampa, il sito web, la brochure).
Quello che avete sotto gli occhi è il risultato di un lungo lavoro
di prova e riprova e discussione e confronto tra agenzia e cliente.
Vi serve per rendervi conto di che cosa è effettivamente realizzabile,
di tutte le idee che possono essere proposte inizialmente, e come.

Fase
2: il benchmarking
Prima di ragionare sul progetto, cercate di tirare fuori quante più
informazioni riuscite sul cliente, sul prodotto, sui competitor, sul
settore merceologico. Non è difficile, basta un motore di ricerca
e qualche rivista di settore.
Se avete abbastanza tempo, fate delle schede singole sui vari clienti/prodotti,
fissando dei parametri e analizzando gli stessi elementi, magari utilizzando
una matrice fissa, così da avere un confronto
orizzontale su tutti. Avrete così realizzato un benchmarking.
Questa ricerca, se fatta con metodo, diventa uno strumento utilissimo
per darvi idee sul progetto e può costituire uno spunto anche
per i documenti futuri (se lavorate in una grande agenzia ci sarà
qualcuno che farà questo lavoro per voi: seguitene comunque le
fasi, è molto utile per conoscere il cliente).

FASE
3: la scaletta
Prima di affrontare il foglio bianco, scrivete una scaletta dei contenuti.
Questo è essenziale, soprattutto se siete alle prime armi.
Non pensate di scrivere un progetto di getto, perché perdereste
molto più tempo dopo, cercando di dare un senso logico alle varie
sezioni e argomenti (o alle slide in successione, se usate powerpoint).
La scaletta dipende dal tipo di progetto, è quindi molto difficile
dare dei consigli specifici, ma ci sono dei denominatori comuni che
rappresentano l'ossatura e sono più o meno simili nella maggior
parte dei progetti.
Per esempio:
a) sintesi del brief: prima di procedere con le vostre idee,
schematizzate le richieste del cliente.
Questo punto è utile per voi, perché vi chiarisce le idee
su quello che dovete fare, ma è anche utile per il cliente, in
fase di presentazione, perché gli ricorda le sue necessità
e ne delimita le richieste. I clienti tendono a volere tutto, al meglio,
nel minor tempo: in questo modo li riportate alla realtà.
Se
è il caso, la sintesi può essere seguita da una breve
descrizione dei prodotti che dovrete comunicare. Se avete molti mezzi
e molto spazio, potete includere qualche slide con i risultati di una
ricerca sui prodotti o sulla marca in oggetto, anche rispetto ai
competitor.
b) target di
riferimento: ovvero a chi stiamo parlando.
La comunicazione è sempre più segmentata, perché
il mercato trova sempre delle nicchie a cui vendere. E' importante definire
chi è il destinatario del nostro messaggio, perché questo
stabilirà il genere di comunicazione che svilupperemo.
c) obiettivi:
ovvero quello che vi prefiggete di ottenere con il vostro lavoro.
E' il motivo per cui il cliente vi ha chiamato, quindi cercate di non
essere banali dicendo che l'obiettivo è quello di far vendere
di più: è certamente vero, ma è un po' troppo semplicistico.
Idealmente, dovreste poter distinguere tra obiettivi di marketing e
obiettivi di comunicazione.
I primi riguardano più specificamente la sfera commerciale di
prodotti (per esempio: favorire le vendite del prodotto nella grande
distribuzione verso il target di riferimento nella stagione definita),
i secondi quella della comunicazione (per esempio: aumentare la brand
awareness, riposizionare il prodotto come altamente tecnologico).
Importante: non confondete il vostro obiettivo con la strategia, che
è un errore frequente. Creare una campagna stampa dinamica e
giovane non è un obiettivo, ma la strategia per conseguire l'obiettivo
preposto, quello cioè di promuovere il prodotto e aumentarne
le vendite presso il target di riferimento.
d) strategia:
ora che disponete dei dati principali, potete spiegare quello che intendete
fare.
La strategia riguarda la realizzazione del vostro progetto, cioè
che cosa farete e come.
Per esempio: i dettagli della pianificazione di una campagna pubblicitaria,
come e perché intendete impostare le diverse sezioni all'interno
di un annual report, la struttura e le applicazioni che realizzerete
nel nuovo sito web.
La strategia dovrebbe comprendere elementi da realizzare, tempistica,
fasi.
E' il cuore del vostro progetto, e certamente la parte più corposa
del documento, quindi prestate particolare attenzione a questa sezione
perché quanto più le vostre idee sono chiare e definite,
tanto meglio riuscirete a convincere il cliente.
Il modo più facile è, anche qui, fare una sotto-scaletta
con tutti gli elementi, e poi svilupparla.
Ricordate che quanto dite qui deve essere coerente con quanto avrete
detto nei punti a, b, c, e non date per scontato che lo sia, perché
a volte nelle riunioni con i creativi si tende a deviare un po' dal
brief del cliente per seguire una bella idea. Può essere un errore
pericolosissimo e questo è il momento per verificare che non
lo stiate facendo: dopo aver definito la strategia, rileggete i punti
precedenti e domandatevi se state offrendo un lavoro davvero coerente con le
richieste del cliente.
Inoltre: siate coerenti con le proporzioni. Se dedicate tre slide alla
sezione target, non potete presentare due pagine di strategia: semplicemente
vuol dire che avete fatto una buona ricerca ma non avete assolutamente
idea di cosa farvene.
e) concept:
il concept è la base della proposta creativa che il team ha prodotto.
Ovvero il risultato di tutta la vostra analisi e strategia, tradotto
in valori emozionali.
Attenzione, non la campagna già completa, ma l'idea creativa
che sta alla base, completa di elementi grafici, immagini e payoff,
cioè lo slogan, il breve testo che riassume e concretizza il
messaggio. In base al concept che il cliente sceglierà, verrà
poi sviluppata una proposta di campagna. E' possibile che nel progetto
dobbiate descrivere il concept, per fare una premessa a quello che mostrerete.
Ricordate che, per quanto interessante e ben pensata possa essere la
vostra strategia, se incontrate un cliente per mostrare la creatività,
questo non aspetterà altro. Se dovete descrivere il concept,
quindi, siate brevi! Fatevi aiutare il più possibile dai creativi
che hanno sviluppato le proposte, fatevi spiegare che cosa ha motivato
una certa scelta e perché.
E' importante scrivere poco, perché le immagini si spiegano da
sole, ed è il primo impatto che conta: se funzionano, non hanno
bisogno di spiegazioni.
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