La lettera di protesta

A chi non è mai capitato di scrivere una lettera di vibrata protesta? Si tratta di una delle modalità più tipiche dello stile epistolare. C'è addirittura gente che perde un sacco di tempo a scrivere tali lettere a destra e a manca. Anche questi testi, di solito, sono noiosi e lagnosi: perciò proponiamo nuovamente un gioco. Immaginiamo che i personaggi di un romanzo si ribellino contro il loro autore e protestino. In effetti i personaggi sono i figli di quel padre-padrone che è l'autore. Egli fa di loro ciò che vuole. Spesso li bistratta, a volte fa loro intravedere la felicità e poi la fa sparire d'improvviso. Diamo ai personaggi la possibilità di liberarsi dalla tutela dell'autore e di reclamare per sé un più giusto e umano trattamento. Ecco un'autentica lettera di Pinocchio al giudice incaricato del contenzioso esistente tra Pinocchio stesso e Collodi (l'autore vero è Beniamino Placido):

DOSSIER PINOCCHIO, DOCUMENTO N. 1 DEL 25 FEBBRAIO 1990. AL TRIBUNALE PER I MINORENNI, VIA DEI BRESCIANI 32, 00186 ROMA.

Illustrissimo Signor Presidente, io sottoscritto Pinocchio, burattino (e tale voglio restare) nato a Roma (ma di babbo toscano) nel Giornale per i bambini il 7 Luglio 1881, non voglio diventare "un ragazzino per bene" come tutti gli altri. Prima di tutto perché così voleva il mio babbo. Signorsì, il mio povero babbo Collodi, che mi ha inventato, smise subito di raccontare la mia storia: il 27 ottobre di quello stesso anno. Mi lasciò impiccato all'albero dove mi avevano appeso quei due malvagi che poi erano il Gatto e la Volpe (ma allora non lo sapevo). 
Però è sempre meglio restare impiccato nel campo dei miracoli che diventare ragazzino in questo mondo. E lì mi avrebbe lasciato appeso il mio povero babbo, ma c'erano i lettori che protestavano, il Direttore che insisteva. Così mi fece scender giù - ma solo dopo quattro mesi - e mi rimise in movimento, il 16 febbraio 1882. Poi si fermò un'altra volta (meno male) l'1 giugno '82 quando il Pescatore Verde mi voleva friggere nella sua padella. "Sono fritto!" dissi (che era poi un gioco di parole: l'avete capito?) 
Magari fossi rimasto lì fritto. Invece i lettori tanto fecero e tanto scrissero che il mio babbo mi fece resuscitare di nuovo, e mi rimise per strada. Su una strada mi ritrovai, il 23 novembre 1882. Finché come Dio volle, nella puntata finale del 25 gennaio 1883, mi ritrovai trasformato in un bel bambino, che io proprio non volevo. 
Chiedo di stracciare (no, no: non di stralciare, proprio di stracciare) quell'ultimo capitolo, Illustrissimo Presidente. Voglio restare, Presidente, voglio restare burattino. Per quali ragioni? Non mi garba di dirlo. Ma se proprio ci tiene a saperlo, mi mandi a prendere. Non dai gendarmi, però (o Carabinieri, come voi li chiamate). Lo sa che con i gendarmi non ci vado d'accordo. Rispettosamente 
Pinocchio

La lettera di protesta parte sempre dalla contestazione di un torto. Perciò, anche se si rivolge a un interlocutore particolare, si appella sempre a un'istanza superiore. Da qui il tipico tono enfatico. Il nostro gioco si presta bene a immaginare simili lettere. Ogni personaggio, in fondo, subisce angherie e ingiustizie da parte dell'autore: noi dobbiamo solo immaginare per lui un diritto di appello. Diamo la parola a quei personaggi che l'autore s'è ostinato a trattare come cattivi o sfortunati o stupidi, e offriamo loro una possibilità di riscatto.

ESERCIZI Un personaggio di romanzo (o di film), uno di quelli che fanno una brutta fine, scrive all'autore. Emma Bovary scrive a Gustave Flaubert: "Non avevo nessuna voglia di morire". Lolita scrive a Nabokov: "Mi hai fatta diventare il simbolo della perversione". Don Abbondio scrive a Manzoni: "Non sono poi così codardo". Freddy Kruger scrive ai suoi registi: "Mi farete morire per sempre, prima o poi?". Obi Wan scrive a Lucas e Spielberg: "Mi avete raccontato prima da adulto e poi da giovane: la mia vita è sconvolta".
(dal capitolo "Diari e epistolari", pgg.23-24)

RICETTARIO DI SCRITTURA CREATIVA
di Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi
seconda edizione in volume unico riveduta e aumentata
Zanichelli 2000, 480 pagine, 
38.000 lire

torna a Nella cucina dei testi


| appunti | al lavoro!scrivere per il web | link | glossario | blog | riscritture | quaderni | litbits |caro visitatore | istruzioni per l'uso | sitemap | mappa tematica | scrivi | cerca | home |


Pagina aggiornata il 22.5.00
Se volete riprodurre, anche in parte, il contenuto di questo sito, inviate una mail.
www.mestierediscrivere.com