Alcune recensioni

 

 

Recensione di Maurizio Boscarol

da Usabile.it
marzo 2002

 Ecco un libretto assolutamente indispensabile sugli scaffali di ogni autore web che si rispetti. Luisa Carrada ha realizzato un piccolo classico, che recensiamo a distanza di molto tempo dalla sua uscita, perché ancor oggi risulta a nostro parere insuperato per sintesi, stile, completezza e chiarezza. L'argomento, come avrete capito, è quello della scrittura sul web, con tutte le peculiarità che tale pratica comporta.

La Carrada, autrice anche del sito "Il mestiere di scrivere", mette a disposizione del lettore tutte le sue competenze di Copywriter e la sua passione per il web, scrivendo un libro che razzola come predica. A differenza di altri testi, il libro mette immediatamente in pratica gli insegnamenti che offre, che funzionano egregiamente non solo sul monitor, ma anche sulla pagina stampata.

Particolarmente utili i consigli sulla scrittura ipertestuale mutati da quel bel sito che è Hypertext Gardens di Michael Bernstein, ma anche i consigli sui Microcontents e sull'uso delle e-mail. Il tutto con pochi esempi, semplici ma efficaci.

Interessante come guida agile, da consultare rapidamente, con una sitografia valida ancor oggi, a due anni dall'uscita.

Imparare a scrivere per la rete
di Gabriella Gialdini

E' agile e interessante il breve testo di Luisa Carrada "Scrivere per Internet " che ha per argomento la scrittura nella rete. L'autrice è stata programmista della Rai per poi diventare editor e business writer alle Relazioni Esterne della Finsiel (gruppo Telecom) dove tuttora lavora.

Il testo affronta un nuovo modello di scrittura che sta emergendo: la scrittura per il web. Un nuovo stile per un nuovo medium. Infatti si affaccia all'attenzione di linguisti e studiosi del settore la necessità di capire qual è la migliore scrittura per Internet, visto il moltiplicarsi di esperienze e in particolare di siti (come questo che state leggendo) in cui la scrittura risulta essere strategica.

Content is king (il contenuto è il re) sembra essere una delle indicazioni più forti che emergono dal libro. Non solo come suggerimento nell'impostare scrittura e architetture, ma anche per assolvere al meglio i criteri della web usability. L'usabilità del sito infatti, cara a Jacob Nielsen il guru di questa nuovissima branca del sapere, è oggetto di continue ricerche e riflessioni, per capire come costruire al meglio un sito.

Tra gli argomenti più interessanti emerge la modalità di costruzione di ipertesti, molto utile per i formatori che utilizzano il computer nella loro didattica. L'autrice sostiene che c'è molto da imparare da giardinieri e architetti, poiché un sito è come un luogo da percorrere, dove imparare, conoscere, vivere avventure e sorprese.

Il testo prosegue fornendo trucchi e consigli pratici per una prosa che aggancia il lettore in un buon patto comunicativo, quel meccanismo per il quale il lettore o il fruitore del medium continua a seguire un certo contenuto e ci crede.

E poi ancora: l'importanza dei microcontenuti, quelle estreme sintesi di sapere che vengono fornite nelle home page dei siti ben strutturati. Se articolati nel modo più efficace, funzionano da 'porte' verso approfondimenti e link d'interesse.

Insomma, che l'avventura cominci!

Un libro e un sito per chi scrive sul Web
di Antonio Volpon
MyTech, 10 luglio 2001

Poche pagine che aiutano a creare e presentare testi adatti a Internet. Per facilitare la visita degli utenti, per migliorare il successo delle nostre pagine. Ottimo e completo il sito dell'autrice.

Prima di scrivere su Internet, è necessario capire come (e che cosa) gli utenti leggono: di questo tratta il capitolo di apertura di "Scrivere per Internet". Il visitatore scorre velocemente la pagina, soffermandosi sui titoli e i sommari, perché la lettura a video affatica ed è attratto da un numero elevato di altri siti.
Mettersi nei panni degli utenti è fondamentale: "che cosa cerca un utente nel mio sito?", "quali servizi sono i più utili?", "di quali informazioni correlate ha bisogno?".
Secondo Luisa Carrada è bene guidare il lettore nella visita delle pagine, senza introdurre schemi ipertestuali troppo rigidi, consentendo al contrario ampia libertà di fruizione. Anche la struttura del testo deve essere attentamente studiata: frasi brevi e periodi spaziati (mai troppi per pagina). È obbligatorio evitare giri di parole.
"Scrivere per Internet" è un manuale compatto, e questo è un bene: riuscirete a leggerlo in un paio di sere, con tranquillità.
Il sito dell'autrice, Il mestiere di scrivere, completa ed estende i contenuti del libro ed è una preziosa miniera di suggerimenti: abbonatevi subito alla newsletter per non perdere nemmeno un aggiornamento.

Un libro in 1000 battute

Iteronline, rivista dell'Enciclopedia Treccani

recensione di Alessandro Lanni

A pagina 8
"La consapevolezza che Internet è un medium tutto nuovo, che esige un nuovo stile e nuove regole di scrittura, si è fatta strada pian piano. Sì, perché Internet ogni tanto ci trae in inganno: a volte assomiglia a un libro, altre a un manifesto, altre a un'enciclopedia, altre ancora a un vero e proprio spot. Eppure è diversa da tutti i media che l'hanno proceduta e con i quali si appresta a ora convivere.".

L'idea
"Non ci possiamo più permettere di non saper scrivere per Internet" così si apre il libro di Luisa Carrada sulla scrittura per il Web. Nato sotto il segno delle parole chiave delle Lezioni americane di Italo Calvino, è indirizzato a tutti coloro che hanno e avranno a che fare con Internet (e saranno molti più di quanti si crede). Per far prendere loro confidenza con la "grammatica" della comunicazione in Rete; per apprendere una nuova modalità espressiva; per insegnare a "leggere" e a "guardare attraverso" il monitor di un computer. Regole più o meno rigide per tutti gli scrittori - dilettanti o professionisti - del cyberspazio.

Il commento
Solo uno stile di scrittura o una vera e propria rivoluzione copernicana nella comunicazione? Di fronte al dubbio amletico che molti teorici della Rete cercano di sciogliere, l'autrice ci consiglia piuttosto di buttarci in acqua e di imparare a nuotare da soli. Fuor di metafora, per imparare a scrivere per Internet - a qualsiasi livello lo si voglia fare - è opportuno molto più esercizio, che teoria. Navigare, navigare, fare prove su prove di pagine e di testi adatti alla lingua del Web. Questa è la via per arrivare a costruire - e a riconoscere - un sito gradevole e comunicativo, raffinato ma non pesante. Per dirla con le parole di Franco Carlini, un altro grande conoscitore di cose di Internet, si tratta di partecipare ad un "esperimento collettivo dove l'alfabetizzazione va di pari passo con la creazione dell'alfabeto.".

Carrada Luisa: "Scrivere per Internet"
da Italica, sito della RAI

Una vera e propria guida alla scrittura per questo nuovo medium che richiede uno stile più sintetico, asciutto e veloce, in cui la parola si integra con le immagini, i video e i suoni. Un manuale interessante non solo per gli operatori del settore ma per tutti coloro che volessero realizzare delle pagine web personali. Il libro spiega i generi della scrittura online (ovvero come scrivere per un sito istituzionale, un'intranet e un'e-zine), come organizzare i testi da immettere nella rete e come costruire i relativi ipertesti. E' presente inoltre un glossario con i neologismi più utilizzati.

Scrivere per Internet
recensione di Emanuela Di Pasqua

dal sito di SMAU
25.9.2001

"Su Internet sei veramente ciò che scrivi. Sono le parole che viaggiano in bit. Che parlano di te e ti rappresentano": questo è il messaggio dell'autrice, intenta con questo volume ad analizzare i mutamenti del linguaggio e della scrittura nell'era del web.
Stretta come una Cenerentola tra la tecnologia da una parte e la grafica dall'altra, la parola in Rete ha avuto fino a ora vita difficile. Eppure, fa notare Carrada, è regina più che mai in questo nuovo media.
Certo le fasi che si sono susseguite sono state molteplici e diverse. C'è stato il momento in cui c'era solo la parola, ma al tempo stesso gli scrittori dovevano forzatamente passare attraverso i tecnologi, nell'ignoranza dei segreti di questo nuovo mezzo. Poi c'è stato il trionfo delle soluzioni grafiche più svariate, a scapito dei contenuti. Infine si è imposto il motto "Content is king", ma forse non si era ancora pronti a questa stagione.
In ogni caso la parola può avere un significativo momento di gloria nell'era di Internet, ma bisogna imparare a usarla. Luisa Carrada è anche ideatrice e responsabile del sito www.ilmestierediscrivere.com, una guida dettagliata ai segreti della webscrittura, di cui "Scrivere per Internet" è l'alter ego virtuale e al tempo stesso più approfondito grazie alle maggiori chance offerte dalla carta stampata.
Il libro, scritto in maniera sintetica e immediata, evidenzia come la narrazione online preferisca una punteggiatura, un ritmo e persino contenuti differenti. Sì al punto, per esempio, ai periodi brevi e concentrati, no al punto interrogativo e all'ambiguo punto e virgola. Ottima la cronologia tipicamente giornalistica, che salta l'introduzione cara ai liceali per arrivare subito alla notizia, magari anticipata da un titolo un po’ urlato. Dimenticare tutte le espressioni e congiunzioni che connettono un periodo con l'altro.
E poi tempi stretti, perché il lettore online è facile alla noia e se lo si perde non lo si recupera più. No alle divagazioni. Infine la scrittrice spiega l'arte dell'ipertesto, verso una scrittura "profonda" o "espansa": il primo passo è quello di pensare a un sito come a un luogo da percorrere insieme al lettore, proponendogli un itinerario che non sia rigido.
Ottimo, fa notare Carrada, il consiglio di Calvino in "Lezioni americane", decisamente lungimirante nell'individuare quelle qualità della narrazione che sono vincenti. L'elogio che Italo Calvino fece della leggerezza, dell'esattezza, della rapidità e di altre caratteristiche pare studiato apposta per la cyberscrittura, cui si addice con precisione sconvolgente.
Molti gli esempi concreti e i consigli pratici per imparare a scrivere per Internet. Che è un mestiere con regole tutte sue.

Scrivere per Internet

recensione di Emanuele Giorgi, pubblicata su Acseweb, aprile 2001

Se il libro si presenta come un manuale di "un nuovo stile di scrittura per un nuovo medium", si viene presto a scoprire che i consigli pratici buoni per la rete non sono poi così diversi da quelli suggeriti dai grandi della letteratura.

Indicazioni ed esempi esposti in modo semplice e per linee essenziali, fanno del libro un utile strumento da utilizzare nel lavoro di ogni giorno del "giovane" web editor professionista e di chi fa di necessità virtù.
Le lezioni vanno dal suggerimento su quali font usare, fino a veri e propri "esercizi di stile" per evitare inutili lungaggini e prolissità che rappresentano l'antitesi della comunicazione sul web.

Rifacendosi al guru di internet Jacob Nielsen, il libro parte dal presupposto della centralità del contenuto (parole e grafica indissolubilmente connesse) in rete, evidenziando come la natura propria del testo in rete sia l'ipertestualità: la mancanza di una dimensione univoca lineare a favore di una struttura multidimensionale dei contenuti.
Proprio per questa sua natura, internet permette all'utente di costruirsi percorsi di lettura personali, agendo attivamente sulla sequenza testuale. In pratica il lettore può collaborare con l'autore alla costruzione del testo.

Il libro è tratto da una sezione del sito dell'autrice: www.mestierediscrivere.com, ma trae vantaggio dalla forma portatile e facilmente consultabile del volume cartaceo.

Scrivere per Internet
recensione di Valentino Sossella (6.1.2001)

Costruire il proprio sito per l'azienda o per se stessi, è diventata un'esigenza molto diffusa, oltre che una moda. Spesso però, ci sembra di essere sopraffatti dalle difficoltà e ci sentiamo abbandonati nel tentativo di esprimere noi stessi in questo nuovo modo. Grafica e contenuti sono le bucce di banana su cui spesso scivoliamo. Luisa Carrada, con questo testo, ci viene in soccorso. E' davvero un libro utile, che ci spiega come impaginare i nostri documenti, quale lunghezza devono avere, con quali caratteri devono essere scritti per essere visualizzati bene sullo schermo, come impostare la grafica, come costruire i meta tag per farsi trovare più facilmente dai motori di ricerca, come allestire una webzine o una e-zine, le regole del copyright. Per renderci più chiare le sue lezioni, l'autrice ci presenta e commenta alcuni siti particolarmente riusciti. Semplice, elegante e molto bello, è, poi, il suo sito personale dedicato alla scrittura, con sempre nuovi aggiornamenti, con i quali si possono integrare i contenuti del libro. Si chiama "Il mestiere di scrivere".

Scrivere per Internet

recensione di Pier Luigi Tolardo

Zeusnews, 6.9.2001

Partendo dall'ipertesto e volgendo rapidamente verso il Web, ecco un testo dedicato a tutti coloro che, per diletto o per mestiere, producono i cosiddetti "contenuti" della rete Internet.

Quanti sono i manuali, buoni o meno buoni, per imparare a utilizzare i programmi di videoscrittura, di grafica per computer, per la costruzione di un sito? Ormai una bibliografia sterminata su questi argomenti costituisce il business principale e redditizio di numerose case editrici specializzate. Quanti sono, invece, i manuali del buon giornalista, per scrivere una relazione tecnica piuttosto che una lettera d'amore, una poesia o un racconto? Sono ormai dei classici che, viste le massicce iscrizioni che hanno i corsi di laurea in scienze della comunicazione, rinnoveranno ampiamente le loro fortune. Quello che mancava è un testo per chi voglia imparare non, genericamente, a scrivere, ma a scrivere per Internet.

Forse un libro colmerà questo vuoto: "Scrivere per Internet" (Lupetti), un testo di Luisa Carrada. Il suo curriculum? Un'esperienza di programmista radiofonica per la Rai, oggi un lavoro alle relazioni esterne di Finsiel, e soprattutto un suo sito (http://www.mestierediscrivere.com ) che dal '99 è in rete a disposizione di tutti.

Per la Carrada "Internet è un medium nuovo, che esige un nuovo stile e nuove regole di scrittura". "Le parole sono l'elemento più importante di Internet. Sono soprattutto loro a trasmettere i contenuti. Persino i banner senza le parole non funzionano".

Il libro è un manuale senza inutili tecnicismi, che si può leggere d'un fiato, per poi riprenderne, con calma, suggerimenti e preziose indicazioni operative.

Che cos'è e come si costruisce un ipertesto è il primo capitolo perché, dice l'autrice: "Un buon sito web più che a un libro assomiglia a un teatro, cioè a un luogo dove succede qualcosa e quindi assistere a qualche piccolo colpo di scena, uscire da un sito e saltare in un altro, interagire con l'autore, dargli suggerimenti, ascoltare un brano musicale..."

Per le regole dello scrivere per Internet, la Carrada si ispira con scelta felice alle Lezioni Americane di Italo Calvino, che si rivelano quasi profetiche in uno scrittore tanto affascinato dalla modernità e dalla cultura scientifico-tecnologica: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, coerenza. Sulla semplicità e brevità la Carrada insiste moltissimo, per passare ad affrontare un'utile e rara rassegna dei vari generi letterari online, dall'intranet aziendale, alla webzine, ai banner, con le loro specificità.

Non manca un capitolo riservato agli scrittori online e, per concludere, un approfondimento sui problemi del diritto d'autore e su "Vizi e virtù dell'email".

Un glossario e una buona webliografia chiudono un testo che ha il pregio della brevità; mi auguro che questo libro apra un nuovo filone didattico di cui avremo sempre più bisogno perché - e qui sono pienamente d'accordo con l'autrice - "Su Internet sei veramente ciò che scrivi. Sono le parole che viaggiano in bit. Che parlano di te e ti rappresentano".

Recensione di Giorgio Costa
da Italia Oggi, 30.10.2000

"La rete cambia il modo di scrivere e di leggere": un'osservazione banale che tutti avranno avuto modo di verificare mentre scrivono un'e-mail. Stile asciutto, pochi fronzoli, linguaggio essenziale.
E questo è niente se si considera come, da numerosi studi, risulta che l'8O% dei lettori di Internet scorre rapidamente la pagina invece di leggere parola per parola e che leggere sullo schermo è il 25% più lento che leggere sulla carta. Da qui la netta sensazione che scrivere per essere letti su Internet sia cosa del tutto diversa (o, comunque, molto diversa) che scrivere per essere letti su carta. Già, ma come scrivere bene per Internet? Come riuscire a trattenere il lettore per quei 10-15 secondi essenziali per far sì che un sito venga effettivamente visitato?

La risposta in questo interessante volumetto di Luisa Carrada, business writer (sì, siamo in piena anglomania, ulteriormente rafforzata da Internet) alle relazioni esterne della Finsiel-Telecom Italia che insegna a essere scrittori giusti in epoca di web.
Anzi, a costruire testi perché, come vedremo, la redazione di un testo per il web è cosa profondamente diversa dalla redazione di un testo destinato alla stampa. In particolare, il passaggio dalla scrittura lineare del libro (dall'introduzione alla conclusione passando attraverso tutti i capitoli) alla scrittura espansa dell'ipertesto cambia completamente il modo di pensare e di costruire un testo. Sul web il testo acquista un nuovo senso spaziale rispetto alla carta ed "è come passare", scrive l'autrice, "da un lungo corridoio, percorribile solo stanza dopo stanza, a un castello a più piani, dalla pianta articolata, piena di percorsi diversi, ma anche di segrete e passaggi a sorpresa". Ed è proprio per questa ragione che un ipertesto lo si progetta prima ancora di scriverlo. Ragion per cui il primo passo da fare è quello di pensare a un sito come a un luogo da percorrere insieme al lettore, proponendogli sì un itinerario ma lasciandogli ampia libertà di vagabondare.

Nelle pagine che segnaliamo non troverete i segreti per diventare uno scrittore del terzo millennio né per pubblicare su Internet il romanzo che da anni tenete in un cassetto. Troverete, invece, idee e spunti di riflessione su come scrivere su questo nuovo mezzo, consigli molto pratici su come farvi conoscere, leggere e approvare attraverso i testi. Per esempio, quando si scrive un testo per Internet occorre non dimenticare mai che dell'ipertesto il lettore vede soltanto 20 righe per volta, sì e no lo spazio di un paragrafo. Per cui è opportuno mettere una sola idea, "introdurre un solo tema per paragrafo con un titolo concepito come fosse il titolo di un giornale. E dimenticando tutte. le espressioni e congiunzioni che connettono un periodo con l'altro: via i quindi, del resto, di conseguenza ecc. Anche perché, più i testi sono brevi e modulari, maggiore è la possibilità di scelta che date al lettore e più alta è la probabilità che li legga davvero."

Poi ci si sofferma sui tipi di carattere più adatti a seconda dell'uso del testo, ma si insiste molto sul dato della semplicità, di una scrittura leggera e per nulla ridondante.
Evitate le parole inutili, fate guerra agli avverbi, privilegiate i verbi rispetto ai sostantivi, stop alle frasi fatte (tipo "vasta gamma" o "alto tasso di innovazione"), trasformate i pensieri in positivo. Tutte indicazioni utili: ma siamo proprio sicuri che nella carta stampata non servano? Non è che sono le trattazioni parauniversitarie il cui incipit, "Com'è noto...", induce ai più un immediato senso di nausea, a essere sbagliate? Alla fine, detta come va detta, scoprirete che la scrittura per Internet è molto terapeutica rispetto alle inutili ridondanze con cui spesso diamo forma a pensieri confusi.

Lo stile telegrafico obbliga alla chiarezza, così come il periodo breve e la revisione costante è il segreto della scrittura efficace. Ottimo per Internet, meglio ancora per una relazione: la gente si annoierà di meno e voi avrete parlato solo cinque minuti. E, in fondo, che male c'è?


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