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al
lavoro!
la revisione
Una volta che avete finito di
scrivere il vostro testo, siete solo a metà dell'opera. Quasi nessuno scrive di getto,
alla prima stesura, un testo perfetto. Nella maggior parte dei casi nemmeno un testo
buono. Soprattutto ora che il computer ci ha abituati a metterci comunque a scrivere,
anche quando le idee non sono ancora ben chiare.
La revisione è parte integrante del processo della
scrittura e le va dedicato tempo ed attenzione. Rileggere e rivedere un testo non
significa solo correggere l'ortografia ed eliminare i refusi. Significa soprattutto
ripensare le proprie idee e la loro organizzazione, riflettere su quanto si è scritto,
magari riscrivere tutto.
tornate alla
carta
matita rossa e blu
consigli per cominciare
conosci i tuoi errori
controllo a più strati
occhio a ....
il controllo finale di qualità
tornate alla carta
Quando vi accingete a rileggere e a rivedere il vostro testo, dimenticate il
computer. Non si può fare un buon lavoro di revisione con una mano sul mouse e
il testo che si muove davanti a voi. Stampate l'intero documento,
lasciando un bel margine a destra per tutte le vostre osservazioni e correzioni.

matita rossa e blu
Munitevi di due o tre penne a punta sottilissima, di diversi colori.
Dedicate ad ogni colore una funzione: una per i refusi, una per le correzioni vere e
proprie, una per tutto ciò che dovete ricordarvi di controllare a lettura finita.

consigli per cominciare
1. Una volta finito il vostro testo, l'ideale sarebbe dimenticarlo e
lasciarlo a "riposare" per almeno 24 ore. Se i vostri ritmi di lavoro non ve lo
consentono, concedetevi comunque un intervallo: andate a pranzo, leggete il giornale, fate
una chiacchierata con un collega. Una buona revisione vuole prima di tutto un paio
di occhi freschi.
2. Quando vi
accingete a rivedere un testo, toglietevi il cappello dello scrittore e mettete quello
dell'editor. Cioè mettetevi dalla parte del lettore. Rileggete tutto con
il massimo spirito critico, cercate di dare una risposta ad ogni domanda che vi viene in
mente, non trascurate soprattutto ciò che non vi convince.
3. Fate una prima lettura lentamente e ad alta voce: il suono ha la sua
importanza, spesso "sentiamo" gli errori piuttosto che
"vederli".
4. Decidete
subito e pianificate quanto tempo ed impegno dedicare al vostro
documento. Non tutti i documenti sono uguali. L'annual report o la brochure istituzionale
della vostra azienda devono essere perfetti, se invece si tratta di un documento tecnico
interno o di una e-mail al vostro capo, nessuno si scandalizzerà per un refuso.

conosci i tuoi errori
Ognuno ha i suoi punti deboli quando scrive - errori frequenti,
costruzioni complesse, figure retoriche preferite - che danno una sensazione di monotonia.
L'importante è imparare a conoscerli e a riconoscerli. E quando rileggete un testo,
cercate prima quelli.

controllo a più strati
Una sola rilettura non è una revisione. La
revisione più sicura ed efficace è quella "a strati": una rilettura
per ogni tipo di errore o di problema. Se siete attenti ai contenuti, vi sfuggiranno i
refusi. Viceversa, se effettuerete una rilettura solo formale, rischiate di perdere di
vista la coerenza generale del documento.
Naturalmente, non esiste un metodo che vada bene per tutti. Questo è solo un suggerimento
per le vostre riletture:
controllo dei contenuti e della loro organizzazione
Avete detto tutto o vi è sfuggito qualcosa? I periodi sono consequenziali o notate delle
cesure eccessive tra l'uno e l'altro? Le vostre conclusioni vi convincono? Il tono è
quello giusto?
In questa prima fase, cercate di leggere il documento tutto di un fiato, da cima a fondo,
per avere un'idea della coerenza complessiva. Non fermatevi ad analizzare ogni singolo
problema: segnate rapidamente a margine ogni punto su cui volete tornare. A lettura
finita, tornateci sopra e riscrivete anche interi periodi, se necessario.
controllo della grammatica e della punteggiatura
Se
scrivere è la vostra professione, questo controllo è quasi inutile; l'opportunità di un
punto fermo invece di un punto e virgola vi salterà all'occhio già durante la prima
lettura, così come il tempo sbagliato di un verbo.
miglioramento dello stile
Se il contenuto vi convince e se siete sicuri che il vostro testo non contiene
strafalcioni e errori madornali, dedicatevi allo stile e agli aspetti formali. Cioè: alla
proprietà del linguaggio e all'appropriatezza delle singole parole rispetto al contesto,
all'eliminazione delle ripetizioni più fastidiose, alla scorrevolezza (
e alla
piacevolezza) del testo.
In questa fase della revisione, tagliate tutto quello che potete. Asciugate e snellite al
massimo il vostro testo. Togliete tutte le parole inutili, eliminate le frasi ridondanti e
semplificate quelle contorte. Se potete dire le stesse cose con meno parole, fatelo.
controllo delle fonti
Controllate con cura le vostre fonti, citate tra virgolette le parole altrui oppure siate
abbastanza abili da parafrasarle per non incorrere nell'accusa di plagio. Riportate
comunque con precisione le vostre fonti, sia se si tratta di bibliografia tradizionale,
sia di una pagina web.
proofreading
Ovvero la caccia al refuso. In questa fase, chi ha scritto il testo è il peggior
correttore di sé stesso. Cercate quindi di far rileggere il testo a qualcun altro e
pregatelo di sottolineare non solo gli errori, ma tutto quello che non lo convince. Se
questo non è possibile, ricorrete ad alcuni semplici stratagemmi: per esempio la lettura
a ritroso, parola per parola, meglio se a voce alta (per evitare l'effetto
"memoria"), oppure munitevi di un righello opaco o di un semplice foglio bianco
per scorrere il testo riga per riga e non venire distratti da altri elementi e da altre
parole.
controllo finale di qualità
Ovvero cercare "il pelo nell'uovo" quando il documento vi sembra già perfetto.
Per i particolari, andate all'ultimo paragrafo di questa pagina.

occhio a ....
le concordanze
soggetto/verbo, singolare/plurale, maschile/femminile (soprattutto nei periodi complessi,
con molti incisi)
le parole straniere controllate sempre sul vocabolario se non siete
sicuri al 100%, valutate l'opportunità di metterle in corsivo - non tra virgolette! -
le preposizioni eliminate quelle a catena, spesso sintomo di troppi
passivi, ed evitate di usare le stesse all'interno di una stessa frase - per/per, da/da-.

il Controllo
Finale di Qualità (CFQ)
È la rilettura finale, quella che si fa dopo lultimo proofreading, quando
tutto sembra perfetto.
Il CFQ è unattività diversa sia dall'editing, sia dal proofreading.
Lattenzione non è più per il significato delle parole o per la coerenza delle
frasi (editing), né per lortografia e i refusi (proofreading), ma per
linsieme del documento, così come sarà per il lettore.
Quali tipi di errori deve scovare e cosa deve controllare il CFQ? Per esempio:
unintroduzione che cita qualcosa che
poi non cè (un glossario, uninformazione)
un sottotitolo che non riflette più il
contenuto del paragrafo
unimmagine senza la caption
i numeri delle pagine
la concordanza indice/testo (titoli,
sottotitoli, numeri delle pagine, concordanza precisa delle parole)
le intestazioni e i piè di pagina
i titoli, che si danno sempre per scontati
nelle ultime revisioni
le prime e le ultime righe di ogni pagina,
per controllare che non vi sia del testo duplicato o mancante
l'ordine alfabetico
le liste numerate
la concordanza numeri/note
le coppie: parentesi, virgolette,
trattini.

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il 7.1.99
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1999-2005
Luisa Carrada.
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