|
|
appunti
nella cucina dei testi
Cosa distingue
un "ricettario" da un "manuale" di scrittura? E come
vi è venuta l'idea? Stefano Brugnolo L'idea di questo libro è nata nelle aule di scuola. L'idea era quella di invogliare i ragazzi a praticare la scrittura. Proponevo alle classi qualche esempio accattivante di poesia, racconto o altro che servisse da modello. Poi spiegavo come funzionava, buttavo lì qualche pratica istruzione per l'uso del testo e spiegavo quali erano le regole del gioco da rispettare se se ne voleva produrre uno simile. Infine invitavo i ragazzi a impossessarsi di quella tecnica e a usarla come pareva e piaceva a loro. Mi accorsi che il trucco funzionava. Allora pensai di adottare la ricetta anche durante le lezioni alle classi di scrittura creativa, con allievi adulti. Anche lì la ricetta funzionava e funziona. Molte delle idee che presentiamo ci sono venute in classe, molte o quasi tutte le abbiamo sperimentate in classe. Come è organizzato il Ricettario? Stefano Brugnolo E' organizzato
sulla base di una classificazione di tipo giocosamente enciclopedico delle
tipologie dello scrivibile. Queste tipologie tengono conto senz'altro
degli studi di teoria letteraria ma si basano essenzialmente su un'idea
naturale dello scrivere. Ogni tipologia corrisponde infatti a una esigenza
naturale, spontanea di espressione che si suppone esistere in tutti. La
maledizione, la profezia, il diario intimo, il ricordo, il monologo
interiore, la fantasticheria, il ritratto e l'autoritratto, l'utopia e l'antiutopia,
l'indovinello, l'aneddoto, l'apologo ecc. ecc. .... prima ancora che
generi letterari codificati sono forme universali e archetipiche della
mente umana. Giulio Mozzi
Ogni singola "ricetta", poi, segue uno schema abbastanza fisso:
1) si spiega sommariamente in che consiste quella specifica tipologia
(narrativa, stilistica, poetica ecc.); 2) si presenta un esempio più o
meno illustre che esemplifichi in maniera evidente la tipologia; 3) si
analizza brevemente il testo presentato, mettendone in luce le caratteristiche
principali; 4) si propongono degli esercizi. Il linguaggio del Ricettario è divulgativo, diretto e scherzoso: da quali esperienze vi viene questo stile così coinvolgente? Giulio Mozzi
E' una questione di praticità. Io ho imparato a scrivere nei sette anni
che ho lavorato nell'ufficio stampa della Confartigianato del Veneto. Ho
avuto dei buoni capi, che volentieri mi insegnavano. Così io penso alla
lingua come a uno "strumento". Quando ho di fronte qualcuno che
vuole "imparare a scrivere", non penso di dovergli trasmettere
chissà che arte esoterica: devo 1) insegnargli come si usano certi
strumenti (quelli fondamentali), e 2) metterlo in grado di imparare
autonomamente. Stefano Brugnolo
Come dicevo sopra mi viene dal lavoro di insegnante. Ma vorrei aggiungere
una cosa: oltre che l'insegnante faccio anche il critico letterario.
Ebbene, io credo che la teoria letteraria abbia fatto nell'ultimo mezzo
secolo un grande lavoro di analisi e conoscenza che però non è mai
riuscito a diventare "comune opinione", "comune sentire",
almeno a livello di lettori e scrittori dilettanti. Il vostro è un ricettario di scrittura "creativa", ma è anche una bellissima guida alla lettura (quanti scrittori fa scoprire e riscoprire!) e una risorsa utilissima per lo scrittore professionale che vi trova mille spunti e idee per fare meglio il suo lavoro. E la parte a mio parere più interessante per chi scrive per lavoro è quella apparentemente più lontana, cioè le pagine dedicate alla poesia. Imparare a essere brevi, a concentrare anche in poche parole immagini, suoni, suggestioni, a dare ritmo e suono a quello che si scrive, è importantissimo per chi scrive anche per convincere, influenzare, vendere. Avete mai pensato di fare un corso o un libro di poesia per comunicatori di azienda? Giulio Mozzi In verità non ho mai pensato a un libro di poesia per comunicatori di azienda, mentre mi piacerebbe molto fare un "Ricettario" di scritture funzionali (magari, per sembrare più seri, potremmo chiamarlo "Repertorio"). Tuttavia per fare davvero bene una cosa del genere bisognerebbe conoscere a fondo il lavoro dei comunicatori di azienda. Io ho abbastanza pratica di comunicazione sindacale, ma non basta. Dovremmo trovarci un buon partner, poi iniziare la catalogazione di tutte (o quasi tutte, suvvia) le tipologie testuali adoperate o adoperabili dalle aziende, poi cercare dei testi esemplari ... un lavoraccio. Se qualcuno ha voglia di provarci, si faccia vivo. Stefano Brugnolo Non ci ho mai
pensato ma posso dire questo: la comunicazione poetica, breve, incisiva,
icastica com'è, non è tanto lontana dal comune sentire d'un uomo che
viva in questa era. Si è abituati a credere che il pensare poetico sia
altra cosa dal pensare funzionale. Non credo che sia così e dunque ben
vengano tutte le sperimentazioni in questo campo. RICETTARIO DI SCRITTURA CREATIVA Per gentile concessione degli autori e
della casa editrice Zanichelli, due piccoli assaggi dal Ricettario
di Scrittura Creativa: Sui libri utili allo scrittore professionale, sia off che online, sul MdS leggi anche: Lo
scaffale del copy
Pagina
aggiornata il 22.5.00 ©
1999-2005
Luisa Carrada.
Tutti i diritti riservati.
E' vietato riprodurre il contenuto di questo sito senza autorizzazione. www.mestierediscrivere.com
|