appunti


Sator Arepo Tenet Opera Rotas!
Ovvero: come dipingere con le parole

di Stefano Scalich 


Caro visitatore,

volevo dirti che le pagine non si leggono e basta, prima si guardano: il Web insegna.

Prendi me e Luisa, per esempio.
Per un po' ci siamo scritti: ma non sapevo che programma e-mail usava lei, così andavo spesso a capo. Schiacciavo Invio, capito?
Commento suo: "questi messaggi sembrano poesie".
Stranezze a parte, avevo centrato l'obiettivo: "Wow! Si è accorta di me!".

E senza foto o suoni strani: chi gioca con le parole ogni tanto batte pure il multimedia.

Adesso dirai che questa roba non funziona per le scritture tecniche, stile press release: eppure...

#################

QUALCOSA DI NUOVO

... un giorno (magari più di uno) il tuo capo vorrà "qualcosa di diverso": insomma, scrivere e basta non sarà più sufficiente. Ti spiegherà che ci vuole sì un testo, ma anche - come dire... - una certa armonia visiva: ecco.
E tu che fai, gli scrivi la solita roba?

Nessuno ti chiede di fare un testo tutto strambo: però ogni tanto qualche trovata ci può stare più che bene, e ti distingue dal gruppo.
Può bastare un cambiamento minimo tipo l'ASCII art, che certamente serve a rendere l'e-mail più personale, ma puoi anche allargarti e usarla per evidenziare un paragrafo con asterischi o segni di maggiore e minore. E' già un'altra cosa.

Ogni tastiera è seminata di geroglifici, chiamiamoli così: hai
presente il simbolo dell'euro, la @, il $ e la congiunzione commerciale &, ma anche l'underscore e il simbolo di Prince o+> ?
Per esempio l'ultima campagna dei jeans Rifle è un semplice acrostico.

Cosa non si fa per farsi notare: lo sanno bene i Led Zeppelin, cui molto giovò l'errata interpretazione del marchio Zoso. Anche da noi puoi rintracciare lo stesso amore per il carattere tipografico: penso a quella copertina di Battisti, Hegel.

Ci sono molti settori dove applicare queste creazioni: moda, cinema e volendo anche tecnologia.
Ma bando ai fronzoli: siamo entrati in pieno nel regno della
formattazione.

#################

UN PICCOLO QUADRO

Ebbene sì, basta pochissimo per colpire l'occhio: per esempio se devi fare un elenco incolonnato di link, puoi distinguerli cominciando ogni riga con una virgola, si vedranno meglio.

Metodi alternativi: insegnano i grammatici che apertura e chiusura sono le zone più calde nel testo, quindi tientele strette e mettici solo nomi importanti.
Non ti basta?
Su maiuscole, grassetti e corsivi sei già laureato, OK. Però cosa mi dici dei numeri? Usati con parsimonia, sono evidenziatori spontanei. Esempio, dire "noi due" non è lo stesso che dire "noi 2": è l'occhio che guida te, anche se non vuoi. Stesso discorso per virgolette, parentesi, punti interrogativi ed esclamativi.

E poi non è vero che parole e immagini sono mondi a parte: pensa al mix di grafica e parole nella copertina di Help dei Beatles o alle ultime affissioni di Robe di Kappa, con gli sportivi che sembrano proprio grandi caratteri tipografici di una lingua sconosciuta.
Ogni pagina può essere un piccolo quadro dipinto con le parole: ogni lettera, ogni segno è un colore.

Non ci credi?

#################

SALTARE ALL'OCCHIO

Scrivere è un po' come dipingere: tante congiunzioni e preposizioni danno un effetto puntinato, se invece fai tanti paragrafi con lo stesso numero di righe, c'è un effetto più omogeneo: anche l'allineamento giustificato si comporta così.

Basta una lettera per cambiare tutto: e-business, iMac ed X-files sono tutti figli di questa logica: tutte tecniche ereditate di traverso dalla letteratura, dalla creatività, dall'arte.
Mi viene in mente quella scena di Shining, dove Jack Nicholson scrive sempre la stessa frase: "Il mattino ha l'oro in bocca".

La domanda rimane: queste cose le guardi o le leggi?
Tutte e 2: i poeti l'avevano capito.

################

UN BEL GIOCO

Scrittura e gioco abitano spazi comuni.
Dai un'occhiata alla poesia visiva di Dylan Thomas, per esempio Vision and Prayer, e capirai cosa dico.
Per anni più recenti traduco liberamente una creazione di Josè Lino
Grunewald, Forma (1969):

             f o r m a
           r i f o r m a
          p r o f o r m a
         t r a s f o r m a
          c o n f o r m a
           i n f o r m a
             f o r m a

Il classico dei classici è il palindromo del sator, una frasetta innocente che forse significa "il seminatore Arepo regge con fatica le ruote [dell'aratro]".
A noi però non interessa più il senso della frase. La vera novità è quella specie di quadro, qualcosa di magico che ti cattura l'occhio e si può leggere (o vedere?) a destra, a sinistra, in alto, in basso,
dappertutto:

            S A T O R
            A R E P O
            T E N E T
            O P E R A
            R O T A S

Per i più raffinati e curiosi, ci sono il latino Ausonio e i moderni del
gruppo Oulipo, frequentato anche da Italo Calvino.

#################

LINK & LIBRI PER SAPERNE DI PIÙ

Sulla poesia visiva esiste un libro di Vincenzo Accame, Il segno poetico. Materiali e riferimenti per una storia della ricerca poetico-visuale e interdisciplinare, Milano, Edizioni Arte/Zarathustra, 1981. Forse è un testo raro, ma vale la pena sbirciare: è una miniera di idee.

Gli acrostici non mancano sul Web. Ecco due siti: uno di scolari e uno, corredato anche da giochi di parole, di bambini.

Mini, la rivista "grafovisuale" di Franco Beltramelli è la dimostrazione pratica che non serve tanto spazio per comunicare in modo diverso. Tutte idee molto riciclabili per biglietti d'auguri, ex-libris e carte intestate: fatti furbo.

L'ASCII art è cugina di terzo grado del carme figurato.
Solo che se adesso dici "carme figurato" ti portano dallo psicologo: tu però tienti il segreto e leggi Giovanni Pozzi, La parola dipinta, Milano, Adelphi, 1981.
O se no, puoi farti un giro su Yahoo! e Virgilio.

Nel Novecento le novità più grosse sull'incontro-scontro parola/immagine arrivano dal Futurismo.
Io non lascerei perdere i manifesti teorici, potrebbero sempre ispirare qualcosa.

I palindromi fanno molto chic. Qualcuno gli ha dedicato persino un magazine!

Sugli anagrammi c'è questa pagina: però avevo anche altro un bel link, ma chissà dove s'è perso .... eccolo .....


Stefano Scalich

"Stefano (senza cognome, siamo fra amici)
ha 27 anni e una cotta pazzesca per i linguaggi:
magazine, Web, libri e pubblicita',
tutte le sue parole sono finite
o stanno per finire la'.

Il ticchettio della tastiera gli piace tanto,
poco quello del mouse, e tantissimo quello
del piano quando suona Elena (altra cotta)".


| appunti | al lavoro!scrivere per il web | link | glossario | blog | riscritture | quaderni | litbits |caro visitatore | istruzioni per l'uso | sitemap | mappa tematica | scrivi | cerca | home |


Pagina aggiornata il 10.1.00
© 2000 Stefano Scalich. Tutti i diritti riservati.

Se volete riprodurre, anche in parte, il contenuto di questo sito, inviate una mail
www.mestierediscrivere.com