di Luigi Malerba

10 aprile 2001

Assalzoo: sembra un grido di guerra ma è soltanto l'abbreviazione di "Associazione nazionale tra i produttori di alimenti zootecnici" (per la verità nella bufera, se non proprio in guerra). 
Le sigle sparse a manciate in tutti i settori dei giornali, dalla cronaca politica, alla economia, allo sport e perfino nelle riserve della cultura e dello spettacolo, sono quasi sempre pietre d'inciampo che il lettore trova ogni giorno sul suo cammino.

L'inciampato che cosa fa? Sorvola e prosegue nella speranza che la siglarebus si chiarisca cammin facendo. Quando il chiarimento non arriva, ed è come aver letto un articolo senza soggetto o con il soggetto oscurato, passa a un'altra pagina dove lo attendono nuove frustrazioni. Un titolo come "Mettiamo insieme Consob Isvap e Covit" non gli consente una minima partecipazione se non sa che cosa si nasconde dietro le sigle. Perfino Csm è per molti un fantasma, che ha un forte potere sui giudici, come si arguisce dai contesti ma, sono pronto a scommettere, solo per un cinquanta per cento dei lettori è "Consiglio superiore della magistratura". 

A parte quelle dei partiti e dei sindacati di cui si conoscono a naso le rispettive aree politiche, brividi e malumori a prima vista ci procurano sigle indesiderate che entrano nelle nostre case con scadenze implacabili: Irpef, Iciap, Impgi, Ici, Irpeg, Inps, Enel, Iva ecc. Ma sfarfallando da una pagina all'altra del giornale il nostro lettore troverà una selva di sigle di cui alcune, data la frequenza, comprende il significato: Ue, Ddr, Bce, Dna, Wwt, Asl, Imi, Iri, Fs, Cap, Cf, Rcs, Tmc, Ibm, ecc. 

Ma la situazione diventa spinosa quando il lettore si trova sotto gli occhi una selva di sigle alle quali non sa dare un senso, ma dal contesto si rende conto che da esse possono dipendere le prospettive dell'economia, la nostra sicurezza o la nostra salute (d'obbligo qualche bufala): Fpoe, Swg, Pdci, Bse, Oim, Ros, Pil, Lav, Drt, Isimm, Fmi, Oms, Tfr, Ft, Fmi, Arp, Cd (doppio uso: Corpo Diplomatico e Compact Disc), Fai, Ogm, Lila, Sms, Umts, Cc, Ocse. 

Se poi si scorrono i titoli quotati in Borsa si troverà un'altra manciata di sigle miliardarie comprensibili solo per gli iniziati. Quanti lettori riescono a orizzontarsi nella "selva oscura" delle sigle? Una sfida quotidiana, inciampi a ripetizione, silenziose frustrazioni. Non si pretende qualcosa di troppo dai lettori dei giornali?


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