|










|
|
appunti
i siti pubblici tra
e-government e burocratese
un'intervista a
Pino Bruno
Pino
Bruno è un
giornalista della RAI che ha scritto un libro utilissimo, "Il cittadino
digitale", pubblicato nella collana I Miti della Mondadori (7,70
euro).
Un libretto piccolo, che si vende anche in edicola, ma denso di informazioni
e indirizzi su quello che oggi viene definito e-government, cioè
i nuovi servizi online forniti al cittadino dalla pubblica amministrazione
centrale e locale: per pagare le tasse, prenotare visite mediche, pagare
le bollette, iscrivere il bambino al nido.
Per individuare i servizi pubblici che possono facilitare la nostra
vita di cittadini, Pino Bruno ha navigato per mesi in centinaia di siti
di ministeri, enti pubblici, comuni grandi e piccoli.
Pino, io lavoro in un'azienda privata che a
sua volta lavora molto con la pubblica amministrazione e sono sempre più
convinta che negli ultimi due o tre anni, rispetto alle aziende, la PA abbia fatto passi da gigante
per quanto riguarda la capacità di comunicazione sul web.
Che ne pensi, tu che hai navigato moltissimo nei siti pubblici? Quale tipo
di linguaggio sta sostituendo il burocratese?
Be', in realtà ci sono luci e ombre.
Ancora troppe ombre, almeno stando alla mia esperienza personale. Gli
appelli all'usabilità dei siti web pubblici spesso rimangono lettera
morta. Anche per quel che riguarda il linguaggio.
Si bada più al contenitore ("vi stupiremo con effetti
speciali", flash, eccetera) che al contenuto.
Il burocratese è duro a morire, soprattutto dove le redazioni web sono
composte da funzionari a mezzo servizio, che hanno altri incarichi e poi
devono dedicare qualche briciola di tempo all'aggiornamento dei
siti.
La differenza si vede, rispetto alle amministrazioni che hanno deciso di
delegare questi incarichi a veri e propri comunicatori (o a funzionari
che hanno frequentato proficuamente corsi di aggiornamento
professionale).
Premessa doverosa, per affermare che al burocratese non è ancora
subentrato un linguaggio di vera e propria comunicazione. Scrivere (e
parlare) semplicemente, si sa, è molto più difficile che
arzigogolare.
Direi che, in linea di massima, la comunicazione pubblica sul web non si
distingue ancora molto da quella veicolata attraverso gli altri media. Il
burowebcratese impazza.

Quali consigli daresti ai comunicatori
pubblici per migliorare ancora i loro siti e farne dei veri punti di
riferimento per noi cittadini?
Non so se sono la persona più adatta a
dare consigli.
Posso raccontarti come mi comporto io. Faccio il giornalista da quasi
venticinque anni. Prima all'Ansa e poi alla Rai. Costretto dunque, per
esigenze professionali, ad essere breve e chiaro. Non sempre ci riesco, ma
mi sforzo.
Quando scrivo, leggo ad alta voce. Mi ascolto. Mi dico: devo convincere
prima me stesso. Se mi capita un parolone, lo cambio. Cerco di sfuggire
agli agguati della retorica e degli stereotipi. Ricordo gli insegnamenti
dei miei maestri di giornalismo televisivo (Sergio Lepri!): "Dovete
farvi capire. Scrivete i pezzi come se doveste raccontare questa storia a
vostra madre".
Ecco, un esempio: davvero raccontando un fatto di cronaca direste a vostra
madre che qualcuno "è deceduto"? No di certo. Direste:
"sai, mamma, è morto un tipo..."
Lo so, lo so - direte voi - questi insegnamenti si sono perduti. Basta
ascoltare un qualsiasi tg. Eppure, il linguaggio televisivo (quello
corretto) si avvicina molto al modo di comunicare sul web. Essere
stringati, "stare nei novanta secondi". Non dire welfare
ma stato sociale (e da noi hanno fatto persino un Ministero del Welfare.
Orrore! Non era più semplice dire Ministero dello Stato Sociale?).

Il web è uno strumento di
comunicazione molto diretto, che esige un linguaggio caldo e qualche volta
informale. Ma una pubblica amministrazione deve essere anche molto precisa
quando parla ai cittadini. Puoi citare un sito pubblico che riesce a
coniugare in maniera felice queste due esigenze?
Per fortuna gli esempi ci sono. Il sito
dell'Agenzia
delle Entrate mi piace sia per la sua proposta grafica che per
il linguaggio. Diretto, senza troppi fronzoli (eppure parliamo di balzelli
e codicilli!). Una semplicità che si perde quando i responsabili del sito
sono costretti a pubblicare i documenti ufficiali.
Mi piace molto, poi, il portale
genovese per i servizi al cittadino, dove la scrittura è
spesso informale. Davvero un ottimo esempio, sia per la qualità dei
contenuti (finalmente online servizi concreti e non le solite scatole
vuote) che per il linguaggio accattivante. Infine segnalo, per la
semplicità del linguaggio e l'usabilità dei servizi offerti, il portale
della Regione Basilicata, dove
anche un utente a digiuno di informatichese riesce a prenotare online una
visita medica senza impazzire.

Sulla scrittura
professionale nella pubblica amministrazione, su questo sito leggi anche:
così
a Padova abbiamo vinto il burocratese
guida
alla scrittura di comunicazioni per il pubblico
stupidario
della pubblica amministrazione
noi, "Uffici Relazioni con il Pubblico"
La guerra al
burocratese: un cammino incompiuto
|
appunti | al
lavoro! | scrivere per il web | link
|
glossario
| blog |
riscritture | quaderni
|
litbits |caro
visitatore | istruzioni
per l'uso | sitemap | mappa
tematica | scrivi |
cerca | home |
Pagina
aggiornata il 21.4.02
©
1999-2005
Luisa Carrada.
Tutti i diritti riservati.
E' vietato riprodurre il contenuto di questo sito senza autorizzazione.
www.mestierediscrivere.com
|