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al
lavoro!
lavorare
con i numeri: testo o tabelle?
Nel paese di Trilussa l'atteggiamento che
abbiamo verso i dati è spesso scettico: cosa avete pensato compilando il
questionario del Censimento?
Osserviamo la tabella seguente:
Fonte: OECD, Education at a Glance 2000, tab. A2.2a. |
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Va da sé che in molte comunicazioni (scritte o verbali) non abbiamo il
tempo e la possibilità di osservare lo stesso dato sotto più
angolazioni. Ne dobbiamo scegliere una. Spesso scegliamo quella che ci fa
più comodo.
Ma d'altra parte i vantaggi per il lettore sono evidenti. Una tabella infatti:
E' però altrettanto vero che non sempre una tabella è
necessaria. Percentuale di popolazione con diploma di scuola secondaria o titolo superiore in due classi di età, per genere: Italia, 1998
Fonte: OECD tab. A2.2c |
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In questo caso la tabella contiene solo 4 dati e può quindi essere accantonata. Potremmo ad esempio scrivere:
Notate anche come i dati riportati direttamente nel testo siano spesso "non copiabili" visto che non viene riportato un valore numerico esatto ma solo un ordine di grandezza o una differenza.
Cos'è meglio? In termini astratti ritengo sia sempre preferibile
la tabella al dato riportato nel testo. Ma in concreto c'è
tabella e tabella. Sul MdS leggi anche: di Corrado de Francesco Corrado de Francesco,
nato a Milano nel 1952, ha una lunga esperienza come autore, docente
universitario e consulente. Scrive testi e ipertesti su carta, cd-rom e
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aggiornata il 18.11.01 |