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scrivere per il web
È in questo contesto che nascono i tag e il fenomeno del tagging: gli utenti di internet catalogano personalmente i singoli contenuti, applicando delle etichette (tag, in inglese) a siti, blog, post, video, foto, musiche. L'obiettivo è aggiungere alla rete quella intelligenza che un software ancora non può avere, dare un significato preciso ai contenuti e migliorare la ricerca delle informazioni.
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Consigli per il taggingCi sono delle regole per scegliere i tag “giusti”?
L'uso del maiuscolo/minuscolo di solito non è importante: la maggior parte dei siti trasforma in minuscolo tutti i tag, per favorire la leggibilità ed evitare che qualche tag in maiuscolo sia maggiormente esposto. Il tagging richiede esercizio: è normale che all'inizio ci sia una certa difficoltà nello scegliere le parole chiave. Col tempo e l'esperienza sarà tutto più semplice, perché la mente potrà velocemente attingere dal gruppo di tag abituali che ognuno di noi accumula e – soprattutto – si abituerà al processo di categorizzazione.
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Uno strumento di ricerca in piùI tag e le folksonomy possono contribuire significativamente a migliorare la ricerca delle informazioni. Il tagging ha i suoi limiti, è soggettivo e funziona solo se l'utente individua le giuste parole chiave: i tag quindi non sostituiscono la classica ricerca full text, ma la affiancano come strumento in più. I tag non si trovano solo in internet, ma anche nei recenti sistemi operativi e nei lettori mp3: probabilmente col tempo saranno disponibili per qualsiasi contenuto digitale e influiranno sempre più nei nostri processi di ricerca. Ecco perchè è importante fin da adesso conoscerli e saperli sfruttare per le operazioni quotidiane.
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